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Matt Bianco (Blue Note, Milano, 24 settembre 2020)

Da quando Mark Reilly decise d’inventarsi l’alias Matt Bianco con il compianto Mark Fisher, come lui stesso ha sempre ribadito ispirato a un immaginario agente segreto, malcelato epigono al 1° James Bond con protagonista Sean Connery; e debuttare con Whose Side Are You On? (1984) in piena epoca New Romantic, il percorso è stato chiarissimo, lineare e destinato a rimanere un piccolo classico. Come oramai è una bella abitudine vedere nel palco del Blue Note di Milano la spy Matt con la sua band tutta dedita a sofisticato popnight club jazz blue-eyed soul.

Mark Reilly alias Matt Bianco

Un po’ Joe Jackson, un po’ Steely Dan, un po’ Mose Allison e un po’ vecchia Swingin’ London (Georgie Fame, Graham Bond Organisation, Zoot Money), l’alchimìa Matt Bianco è perfetta per l’atmosfera di club d’alta classe – capaci come sono di regalare un cocktail di sicura coolness in 7 note, anche perché in cassaforte vi sono gli hit del già citato esordio, di Matt Bianco (1986) e Indigo (1988), che chi c’era negli anni 80 ricorderà benissimo nelle playlist dei programmi tivù dedicati alla musica e in heavy rotation nelle radio. Insomma, stile sofisticato ma anche di largo consumo, roba di chi il mestiere lo conosce a fondo e ancora continua a cavalcarlo con la dovuta classe.

Non manca nulla in scaletta: dallo sfacciato jazz rock modello Steely Dan di Summer In The City, ai ritmi latin di Paradise; dal jazz easy listening di Invisible, al pop radiofonico di Don’t Blame It On That Girl; dalla perfezione jazz-pop di Yeh Yeh, antico hit scritto da Mongo Santamaria e portato in cima alle chart da Georgie Fame & The Blue Flames, alle contagiose orchestrazioni di That’s Life; dai tocchi brasiliani di Half A Minute, alla sempre vorticosa Get Out Of Your Lazy Bed, trionfale chiusura di set.

Tutto cucito benissimo da Mark Reilly, come sempre elegante, fascinoso signore di 70 anni tondi (e sembra averne 15 di meno) con una voce, se non potente, irreprensibile nel modulare sussurri e falsetti in pieno mood Georgie Fame – nonché da una band metronomo che non sbaglia ½ nota, fra good time e confezione di lusso. In replica anche stasera e domani sera, sempre con doppio concerto alle 21 e alle 23.

© Cico Casartelli

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