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Ana Flora / Lo Greco Bros Celebrate Brazil! (Blue Note, Milano, 14 ottobre 2020)

Chi già un po’ avvezzo al jazz contemporaneo italiano avrà sicuramente sentito parlare dei Lo Greco Bros, i fratelli Enzo (contrabbasso) e Gianni (batteria), una fra le sezioni ritmiche più compatte e trascinanti in circolazione. Non solo come LGB, Soulstance o Quintetto Lo Greco hanno lasciato il segno nel panorama odierno, ma anche con le loro prestigiose collaborazioni: a memoria ricordiamo Antônio Carlos Jobim, Brian Auger, Ray Charles, Chet Baker, Stevie Wonder, Elton John, Dee Dee Bridgewater, Mario Biondi (è farina del loro sacco la produzione della bellissima This Is What You Are del “nostro Barry White” catanese) e decine d’altri del panorama internazionale.

Ana Flora

La musica brasiliana è da sempre uno dei loro grandi amori – perciò, detto-fatto, è naturale vederli al Blue Note di Milano in questa più che gradevolissima serata Celebrate Brazil!, rigorosamente sold out, in compagnia dell’eccellente pianista Alberto Bonacasa e della luminosa quanto sensuale Ana Flora, cantante pernambucana che regala quel tocco originale della terra dell’ordem e progresso. Artista che, fra l’altro, qui in Italia negli ultimi 2 decenni ha trovato lo spazio per esprimere il suo brillantissimo talento, fatto di tropicalismo a spiccate tinte soul, fra dischi in proprio e collaborazioni eccellenti (vedi Mario Venuti, Franco Tanasi e Fabio Concato). L’incontro Celebrate Brazil! è, insomma, trascinante intrattenimento (molti i battimano durante l’ora e ½ abbondante di show quanto fragorosa è stata la richiesta di bis da parte della platea) e connubio fra jazz dal bel gusto per l’improvvisazione con atmosfere dolcemente canicolari, fatte di samba, di bossa nova e del tanto altro che musicalmente il grande paese sudamericano può offrire.

Enzo Lo Greco

Il quartetto trascina con evidenti, smaccate qualità tecniche – fatte di fair play con le 7 note giostrate a piacimento in un clima morno di celebrazione verdeoro. La serata parte con il pezzo che più di tutti è sinonimo di bossa nova, naturalmente quella Chega de saudade di João Gilberto, scritta da Vinícius de Moraes e Antônio Carlos Jobim, che nel finire degli anni 50 rivoluzionò la musica mondiale: dona Flora già comanda il palco con assoluto carisma e gran voce, un po’ Elza Soares un po’ Elis Regina un po’ princessa nordestina; mentre i 3 lì intorno capisci a volo che sono un treno.

Di lì, quindi, passa tanto Jobim e flotta bossanovista, vedi Água de beber, Dindi, Berimbau, Corcovado, Wave, Samba de uma nota só, Zingaro, Garota de Ipanema, fino a («Questa canzone non parla di amore, parla di sesso!», assicura Ana Flora) Fotografia che – folgorazione! – mentre la eseguivano ci è parso sia una specie di progenitrice del classico italiano a tinte peccaminose Pensiero stupendo di Ivano Fossati via Patty Pravo, come sia testo sia musica ci hanno fatto pensare. Controlleremo meglio. Qui e là, poi, spuntano Jorge Ben (Mas que nada, che contagia tutto il Blue Note in canti e sbattimenti vari), George Gershwin (The Man I Love e, via João Gilberto, ’S Wonderful), fino al sublime colpo di grazia con Chico Buarque: O que será, scelta nella versione con testo politico sfotti-regime (À flor da terra), perché Ana Flora con sorriso che conquista tutti e voce dai toni bassi e avvolgenti le sue carte sembra proprio le sappia giocare a piacimento, sbancando il tavolo. Celebrate Brazil! sarà replicato domenica 8 novembre – non vi sono scuse per perderlo!

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