Music

Strawbs – Settlement (Esoteric Antenna)

Esistono poche band che possono vantare di aver avuto fra le proprie fila dei veri campioni del canto e del songwriting quali Sandy Denny (indovinate con chi incise la prima versione dell’evergreen Who Knows Where The Time Goes?, prima di immortalarla coi Fairport Convention?) e David Cousins – senza contare le corde di Brian Willoughby e le tastiere di un vero eroe di tutti i proger che si rispettino qual è Rick Wakeman (che potremmo anche chiamare nemico giurato di tutti gli anti-proger che si rispettino…).

Anzi, ne esiste una sola: gli Strawberry Hill Boys aka Strawbs di Twickenham, e più precisamente dalla zona di Strawberry Hill (di qui il nome), che l’indomito Mister Cousins ha guidato dagli albori, A.D. 1964, passando per i mari del miglior folk revival inglese con sfumature prog, fino ai giorni nostri – salvo un “periodo di riposo” nel cuore degli anni 80.

Strawbs

Chi ha amato la loro fantastica striscia di album di fine anni 60/inizio 70, fra i quali i primi 4 arrangiati e/o prodotti dal brooklynboy Tony Visconti che all’epoca era preso fra Marc Bolan e David Bowie, con questo nuovissimo Settlement conferma tutto ciò che negli ultimi anni pre-pandemìa abbiamo toccato con mano: il solo precedente lavoro di studio, The Ferryman’s Curse (2017), era parso più che solido; mentre i loro concerti sempre vibranti e con Cousins ancora forte di quel bellissimo, squillante tenore folk che lo ha reso celebre – esibizioni Italia compresa, grazie sempre all’indomito promoter Gigi Bresciani, che con la sua Geo Music li ha portati regolarmente nelle nostre lande. Il leader gioca bene le proprie carte, circondandosi di nomi che hanno fatto in parte la storia delle Fragole, in primis i fidi Dave Lambert (chitarra) e Chas Cronk (basso), nonché affidandosi a Blue Weaver (Amen Corner, Bee Gees) come produttore, l’uomo che decenni or sono prese il posto del già citato Wakeman quando questi si unì ai Yes – mantenendo intatto il sapore del sound che ha fatto grande la band.

Chas Cronk, David Cousins e Dave Lambert

Dave Cousins è un tizio che non le ha mai mandate a dire, politicamente parlando, collocandosi fieramente e radicalmente nel campo labour – anzi, ben a sinistra nel campo labour. E la cosa non è mai sfuggita nemmeno nei dischi degli Strawbs (The Hangman And The Papist, Martin Luther King’s Dream, New World, The Ten Commandments e The Call To Action sono alcuni fra i loro classici “impegnati”), come Settlement dimostra a chiare lettere in diversi episodi, dove il commento sospeso fra politico e sociale è palese. Per esempio: la title track, tirata contro il “sistema” che lancia il sasso e non nasconde la mano («Il brano mi è venuto fuori con il primo lockdown del Covid-19 , per poi trasformarsi in un work-in-progress man mano che i “briefing” del governo hanno rivelato le carenze dei nostri presunti maestri politici»); Each Manner Of Man, tappeto di squillante 12 corde con nel mentre le tastiere quanto mai baroque che si fanno largo; Quicksilver Days, con sano e meritato velo di nostalgia per chi ha superato la boa dei 75 anni; e la ballata piena Judgement Day, con Cousins in stato di grazia in quanto a nuances vocali.

Strawbs con Rick Wakeman

Fra i brani più belli, non si può evitar di segnalare Champion Jack: dedicata al grande pianista bluesman di New Orleans Champion Jack Dupree, quello degli standard Shake Baby Skake e Drinkin’ Wine – che parallelamente alla musica ebbe un’avventurosissima vita spesa anche come boxer (di qui il nickname Champion Jack) e servitore della patria durante la Seconda Guerra Mondiale, con tanto di 2 anni in campo di concentramento giapponese – qui Dave Cousins ne dettaglia la vita con perfette pennellate folk. Per il resto, lunga vita alla Collina delle Fragole!

Share: