Music

Sparks – Annette/Selections From The Motion Pictures Soundtrack (Milan/Sony Music)

Che sotto la scorza dei 2 losangelini mitteleuropei – i fratelli Ron e Russell Mael, in arte Sparks – potesse battere un cuore da cinema d’essai, lo si era intuito da questi indizi:

1) Le copertine dei loro ellepì, a tutti gli effetti fermi immagine di pellicole immaginarie, vedi in particolare Kimono My House, Propaganda, Indiscreet, Terminal Jive, Plagiarism.

2) Gran parte dei testi delle loro canzoni, in modalità plot DOC (Denominazione di Origine Controllata? Disturbo Ossessivo-Compulsivo? Entrambe le cose?).

3) La spudorata passione per il comico francese Jacques Tati, che nel 1974 sta per concretizzarsi in una commedia satirica – starring i Mael – sulla società dello spettacolo. Aspetta e spera, Tati passerà a miglior vita e nel frattempo nel repertorio degli Sparks (album Big Beat, 1976) rimarrà il brano Confusion a ricordare quel sogno infranto.

Russell e Ron Mael

4) Il cameo nel disaster movie Rollercoaster (1977, con George Segal e Richard Widmark) che li vede impegnati a intonare live al luna park Big Boy e Fill ‘Er Up.

5) La partecipazione alla colonna sonora (mai uscita) del film Bad Manners (1984), con la title-track strumentale Growing Pains + Motorcycle Midget.

6) Il fumetto manga intitolato Mai, The Psychic Girl – storia di una ragazza 14enne dotata di poteri telecinetici – che pare destinato a diventare un musical (fra le tracce, la gershwiniana That Looks Great On You) prodotto da Tim Burton. Il quale, però, preferisce darsi a The Nightmare Before Christmas.

7) Il musical radiofonico The Seduction Of Ingmar Bergman (2009) liberamente ispirato al regista svedese, peraltro studiato con assiduità universitaria da Ron Mael.

Ron Mael, Adam Driver e Russell Mael al Festival de Cannes

Senonchè, dopo tanto penare e quasi altrettante sfighe, calpestando il tappeto rosso del Festival de Cannes gli orgogliosamente in smoking fratelli Mael si sono idealmente tramutati in fratelli Lumìere, complice il film Annette diretto da Leos Carax e interpretato da Marion Cotillard nel ruolo di Ann Desfranoux, soprano universalmente famosa e venerata; e da Adam Driver nella parte di Henry McHenry, stand-up comedian dall’umorismo più che nichilista.

La reciproca ammirazione fra Sparks e Carax scocca quando nel 2012 il regista immerge il loro brano How Are You Getting Home? (da Indiscreet, 1975) nella folle, delirante fantasia di Holy Motors. Lusingatissimi, Ron & Russell gli fanno recapitare le musiche di un loro progetto: la storia di un cabarettista che s’innamora di una cantante d’opera; e di tutto ciò che ne consegue dalla nascita della loro prima figlia, Annette. Destinato a tradursi in un disco/musical incentrato su quella trama «composta da 3 personaggi, un ensemble ristretto da consentirci di presentarla anche dal vivo in tournée», hanno ricordato i brothers, viceversa il tutto imbocca «un’enorme deviazione» trasformandosi non solo nel 1° film in lingua inglese per Leos Carax, ma nel sogno degli Sparks che finalmente si concretizza in realtà.

Adam Driver e Marion Cotillard in una scena di Annette, diretto da Leos Carax

«Quindi possiamo iniziare?», chiede il regista in sala d’incisione. È l’incipit ad effetto di So May We Start, composizione fra le più belle in assoluto del repertorio sparksiano, prologo di questa colonna sonora e del film. Il pianoforte di Ron Mael detta le coordinate del pezzo, il proverbiale falsetto di Russell ne plasma l’anima ed è tutto un crescendo a orologeria, sino al finale affidato a un sax in jazz. Da qui in avanti – fatta eccezione per brani come Premiere Performance Of Baby Annette, Stepping Back In Time e la conclusiva Sympathy For The Abyss, all’apparenza incompiuti ma in realtà bisognosi del supporto filmico – gli Sparks troveranno la sintesi ideale fra il glam estetizzante degli esordi e i birignao sinfonico/elettronici di Li’l Beethoven (2002) e The Seduction Of Ingmar Bergman (2009).

Il che significa transitare dall’evanescente magia melodica di True Love Always Finds A Way, all’orecchiabilità romantica (con fugace siparietto technopop) di una We Love Each Other So Much affidata al feeling interpretativo, da applausi, di Adam Driver e Marion Cotillard; dalla grandeur operistica di Aria (The Forest), al mosaico vocale (She’s Out Of This World!) che accompagna la nascita della piccola Annette; dal capolavoro rock di You Used To Laugh padroneggiato da uno stratosferico Driver, all’esatto contrario di Girl From The Middle Of Nowhere, un po’ Kurt Weill e un po’ Burt Bacharach, e mamma mia quant’è brava la Cotillard. Poi, lui e lei si abbandonano schizofrenicamente a Let’s Waltz In The Storm. E ad un soffio dal finale, spetta ancora a lui decrittare tutto ciò che di bizzarro alberga in All The Girls.

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