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New Riders Of The Purple Sage – Bear’s Sonic Journals: Dawn Of The New Riders Of The Purple Sage (Owsley Stanley Foundation)

Con Augustus Owsley Stanley III aka Owsley Stanley aka Bear, l’uomo delle 5.000.000 di dosi di LSD prodotte nei secondi 60s, si entra nel profondo mondo Grateful Dead. Ingegnere del suono, fonico, archivista, compare di Ken Keseyfarmacista del gruppo, Bear è stato uno dei nomi chiave della Family con a capo Jerry Garcia: fu colui che diede profondità, solidità e ricerca al gruppo di San Francisco nel campo del suono e dell’interazione lisergica, fino al trionfo delle famose e gigantesche Torri del Suono sfoderate nei concerti del 1974. Naturalmente, fra i tanti altri con cui Bear ha lavorato (Quicksilver Messenger Service, Jimi Hendrix, Jefferson Airplane & derivati, addirittura Johnny Cash, fino agli Steely Dan che gli dedicarono il brano Kid Charlemagne – senza scordare che fu lui nel 1967 a fornire di tutto l’acido necessario i Beatles durante le riprese del film Magical Mystery Tour), non sono mancati i New Riders Of The Purple Sagecucciolo di gruppo che pian piano è diventato autonomo dal marsupio Dead – ma che nel biennio 1969-70 viveva pressoché in simbiosi con Garcia & Co. Ossia: dove vi erano gli uni, vi erano gli altri. E naturalmente vi era anche Owsley Stanley, il farmacista piantato al mixer, che oltre a regolare i suoni e smistare i trip, registrava tutto – grazie a dio.

Da che Bear è passato a miglior vita nel 2011, la Owsley Stanley Foundation ha fatto un bel lavoro di pubblicazioni tratte dai suoi archivi, dove si contano titoli dedicati agli Allman Brothers, Doc & Merle Watson, Janis Joplin, Jorma Kaukonen & Jack Casady, ovviamente a nomi del giro Dead e a diversi altri – cui ora si aggiunge questo straordinario box set di 5 Cd, Bear’s Sonic Journals: Dawn Of The New Riders Of The Purple Sage, che vede protagonisti proprio i New Riders (la purple sage, meglio ricordarlo, è un tipo di marijuana molto, molto potente – e loro, di quella dopa, ne sono i nuovi fantini). Il tutto raccoglie registrazioni live effettuate fra il 1969 e il 1970, pertanto prima che i NRPS esordissero con il magnifico omonimo album del 1971 – e difatti la formazione guidata da John Dawson (Marmaduke per gli amici) e David Nelson, vede in pianta stabile Mickey Hart alla batteria e Jerry Garcia, che voleva allenarsi alla steel guitar in vista della virata deadiana molto Cosmic American Music del 1970 con gli album Workingman’s Dead e American Beauty (lì si trova il magnum opus Friend Of The Devil, di cui è coautore anche Dawson), con in più Bob Weir pronto a fare incursioni qui e là. Come s’intende al volo, Grateful Dead al massimo della promiscuità.

Le note di copertina si affrettano a spiegare che questi nastri, sotto la supervisione di Jeffrey Norman (long time collaborator dei Dead), sono stati “trasferiti e restaurati nel pieno rispetto dei massimi standard audio, utilizzando le tecniche d’avanguardia che offrono i Plangent Processes, capaci di rimuovere qualsiasi effetto estraneo alle registrazioni dovuto agli originari macchinari usati“. Siccome è tutto garantito Bear, audiofili che-non-siamo, crediamo a tutto ciò ciecamente – o meglio, tacitamente. Il contenuto di Bear’s Sonic Journals: Dawn Of The New Riders Of The Purple Sage, ascoltato per bene e comunque lo si prenda, è una gioia per le orecchie. Una vera festa. Musicisti a briglia sciolta che stavano ridisegnando le distese della musica americana, incapaci di rispondere a una formula unica ma, al contrario, in cerca di un El Dorado delle 7 note che prendeva Merle Haggard e Hank Williams, vedi le splendide esecuzioni di Mama Tried e di Kaw-Liga, e li rilanciava alla Family Dog così come nel campus universitario di Berkeley o al Fillmore West.

5 ore di musica abbondantissime che toccano di tutto: la perfezione nel nome del songwriting di The Weight della Band, di Seasons Of My Heart di George Jones e The Lady Came From Baltimore di Tim Hardin; i Rolling Stones di Honky Tonk Women, fra il serio e il faceto; la tradizione delle murder ballad con Long Black Veil (Lefty Frizzell), numero che negli anni 60, non sembri un eufemismo, trovò nuova vita grazie a Joan Baez; il rock and roll dei Grandi tipo Long Black Limousine (Elvis Presley, Glen Campbell); fino agli anthem dei camionisti, Six Days On The Road e Truck Drivin’ Man, che naturalmente sono fra le fondamenta dell’America dei grandi spazi quasi senza confine, ambiente naturale sia dei Dead sia dei NRPS. Qui dentro, detto in sintesi, come suggerisce il titolo vi è appunto l’alba di una saga pluridecennale che ha consegnato alla storia dischi indispensabili come il già citato esordio, Powerglide (1972), The Adventures Of Panama Red (1973), Brujo (1974), per arrivare ai recenti, sottovalutati ma di assoluto valore Where I Come From (2009) e 17 Pine Avenue (2012) – questi ultimi scritti in larga parte con Robert Hunter, il songwriter partner per una vita di Jerry Garcia. Tutta roba facile da rollare e che per goderne al meglio bisogna solo aspirarla profondamente, a pieni polmoni. Qualità top, fra la salvia porpora e la panamense rossa. E gli specialisti sanno ciò di cui stiamo barbugliando!

Foto: New Riders of the Purple Sage con Jerry Garcia e Mickey Hart
Owsley Stanley aka Bear

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