Music

Chip Taylor – Whiskey Salesman (Train Wreck)

Che storia quella di James Wesley Voight aka Chip Taylor, che con Whiskey Salesman arriva al suo disco numero 32 se si contano pure gli album con Carrie Rodriguez e quelli in trio Gorgoni, Martin & Taylor… Li abbiamo tutti, devotamente. Fratello minore dell’attore Jon Voight (Un uomo da marciapiede, Un tranquillo week end di paura, Conrack) e del geologo/vulcanologo Barry Voight (un’autorità nel suo campo); zio della megastar hollywoodiana Angelina Jolie (figlia di Jon). Parentele a parte, è l’autore di uno fra i massimi classici della musica rock anni 60, naturalmente quella Wild Thing resa immortale dai Troggs, da Jimi Hendrix, anche dagli X decenni più tardi e da centinaia d’altri. Anche con le ballate Chip non se la cava male: sua è la stupenda Angel Of The Morning, canzone che dal 1968 quando fu incisa da Evie Sands è diventata uno standard della musica anglo-americana, fra le decine cantata anche da Nina Simone, Dusty Springfield, Pretenders, Shaggy (la sua Angel, N°1 mondiale a inizio millennio, ne contiene un marcatissimo sample e ne segue smaccatamente la linea melodica). Per non parlare della vita avventurosa trascorsa negli anni 70 e 80 anche come giocatore di poker professionista, dov’è passato molto spesso dal portafoglio gonfio alle pezze al c@l# – roba da film di Robert Altman. E non manca nemmeno l’Italian Connection: l’abbiamo visto suonare anche da noi grazie all’intraprendenza dei promoter Carlo & Paola Carlini – tanto che l’artista di Yonkers, infatuato dall’esperienza, ha pure inciso un pezzo intitolato appunto Carlo Carlini, che trovate come hidden track in The London Sessions Bootleg (2000). Insomma, Chip Taylor è uno che lo ami facile tanto è irresistibile.

Dal 2011 ha inciso letteralmente 1 disco per anno (di cui uno doppio e un’altro triplo), senza stancare: stile e precisione sono le stigmate che lo caratterizzano, con le canzoni che gli vengono fuori come acqua da una sorgente. Ne siano prova, fra gli ultimi, pezzi assolutamente clamorosi come Ontario Crimes; F**K All The Perfect People, divenuta un piccolo cult grazie all’uso fattone nel serial di successo Sex Education; Me And Rohillio; Until It Hurts, quest’ultima con sottili dediche a Lou Reed e David Bowie. Whiskey Salesman, fra l’altro arricchito da un Dvd dove Chip presenta tutte le canzoni dell’album suonate e spiegate fra il suo appartamento e il suo bar favorito circondato da famigliari e conoscenti, è l’ennesimo gioiello di un artista che di diritto merita massima considerazione fra i cantautori Yankee. Il motto di Taylor sembra essere il classico less is more: strumentazione parca (non manca comunque il grande e fidato John Platania, chitarrista che da Moondance in poi ha graziato almeno una decina di album di Van Morrison, fino al recente Keep Me Singing); accordi centellinati; voce vellutata che spesso sfocia nel recitato, come quella di un vecchio amico che ti si siede davanti raccontando pacato storie e sensazioni.

La bellezza delle sue canzoni è inequivocabile: hanno la qualità di chi nello stesso istante sa essere personale e universale. Basta prendere la scintillante, graziosa Naples, ode a un cittadina in Florida solo omonima di quella del Golfo campano, dove Chip ti trascina nel suo mondo caldo e accogliente – con fra l’altro una coda strumentale dichiaratamente omaggio a Lake Marie, capolavoro assoluto del suo vecchio amico John Prine. Il resto è un gran viaggio fra bei numeri di cantautorato sofisticato ma altrettanto “al naturale” come Some Hearts, dedicata all’amata moglie Joan; See The Good Side Of The Guy, con un testo introspettivo accompagnato anche da una tromba pulita e sommessa; Hold Her, anche qui un eco Prine-iano, reso minimalissimo; oppure il brano guida, perfetto quadretto di vita quotidiana che sapora molto di Raymond Carver, con nella musica divertite aperture assai Johnny Cash. Messaggio che arrivi chiaro a tutti coloro i quali conoscono Chip Taylor solo come quello di Wild Thing o di Angel Of The Morning: significa, allora, che non lo conoscete affatto. E vi manca una fetta di grande, grandissima musica.

Share: