Music

Blitzen Trapper – Holy Smokes Future Jokes (Yep Roc Records)

Contro le lagne di molti che hanno fatto proprio il mantra “la musica è morta”, il nuovo album dei Blitzen Trapper sembra arrivare giusto per smentire tutti i lamentosi. Diamo il benvenuto a Holy Smokes Future Jokes, che oltre a essere uno dei più bei dischi ascoltati nel 2020 sembra essere anche il miglior lavoro dato alle stampe dalla band di Portland, Oregon – che oramai delizia il mondo della musica da una ventina d’anni con una miscela seducente e sperimentale di pop/country/prog/folk/rock.

Blitzen Trapper, Il Mattatoio, Carpi (MO), 2018, © Cico Casartelli

Quando giunsero a un buon successo con Wild Mountain Nation (2007), album e canzone hit che crearono molto parlare intorno a loro, tanti li bollarono come fugaci replicanti dei Wilco – tipo come accadde all’apparire di America e di Eagles negli anni 70 in relazione a Crosby, Stills, Nash & Young, lanciandosi in un paragone altisonante. Mai la storia si dimostrò più errata. I Blitzen Trapper, semplicemente, hanno costruito il loro perfetto formichiere che a distanza di anni funziona come un orologio – e, anzi, qui sembra proprio di assistere al massimo splendore del loro piccolo ma organizzatissimo regno. Che poi, breve inciso, la cosa l’abbiamo toccata con mano l’unica volta che il gruppo è arrivato a suonare in Italia: aprile 2018, al bellissimo locale di Carpi (Modena) Il Mattatoio – dove gli accorsi a fine esibizione sono usciti dal concerto davvero con le ali ai piedi.

Eric Earley, il leader del quintetto (quintetto che peraltro può contare anche sull’eccellente tastierista/polistrumentista Marty Marquis, piccolo epigono del Garth Hudson di Bandiana memoria), in un po’ tutto Holy Smokes Future Jokes dimostra d’essere un tipo davvero speciale e decisamente sopra la media di molti fra i suoi colleghi contemporanei. Il disco profuma di America nel senso più cosmico, dalle migliori invenzioni Brian Wilson/Van Dyke Parks a quelle Neil Young/Jack Nitzsche fino alla Band e appunto ai Wilco, ma pure non disdegna di guardare lontano, con gli ultimi Beatles e gli XTC primi fra tutti i possibili rimandi.

Eric Earley, Il Mattatoio, Carpi (MO), 2018, © Cico Casartelli

Contrariamente a certi momenti del loro passato, i Blitzen Trapper accantonano slanci ruggenti per un sound che per quasi una quarantina di minuti si rivela un viaggio morbido e intricato fra melodie avvolgenti, complessi giochi di voci e arrangiamenti sempre ricercati. La partita, insomma, alle nostre orecchie è molto accattivante. I migliori esempi di tutto ciò sono proprio Holy Smokes Future Joke, con il suo dolce swing country molto Neil Young, il delizioso suono di pianoforte a contrasto molto Jack Nitzsche e addirittura un tocco di sax che più Garth Hudson di così si muore; Bardo’s Light (Ouija, Ouija), chitarra acustica a dettare il passo e armonie vocali a più strati; Dead Billie Jean, altro momento di slancio acustico, bellissimo incontro fra prog e West Coast dei tempi che furono (quei contrappunti di violino che sanno molto di Papa John Creach con i tardi Jefferson Airplane); Hazy Morning, ballata up tempo che alza un po’ il ritmo ma resta in scia del resto; fino a Sons And Unwed Mothers, con voce sobria, musica tenue come un acquarello e la solida personalità di Eric Earley a unire tutto. Un album per ascolti ripetuti – e profondità nascoste. Garantito.

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