Music

Béla Fleck – Throw Down Your Heart: The Complete Africa Sessions/The Ripple Effect (w/Toumani Diabaté) (Craft Recordings)

Prendere Béla Fleck per un mero virtuoso, fra jazzrootsechissàcos’altro, è uno degli sbagli più clamorosi che si possano fare. Semmai, si tratta di un esploratore musicale nella più squisita accezione Ry Cooder/David Lindley/Van Dyke Parks; uno di quelli che in luoghi esotici non va a svacanzare ma ad ampliare la propria cultura – o meglio, a entrare negli aspetti profondi di una cultura, sia essa quella dei Monti Appalachi o quella del cuore dell’Africa che va dal Madagascar al Mali. Ed è proprio nel Continente Nero che l’ebreo newyorchese virtuoso del banjo andò a mettere insieme uno dei progetti più ambiziosi, il disco + documentario Throw Down Your Heart (2009), che appunto documentava il suo viaggio che partiva dalla grande isola nell’Oceano Indiano passando per Tanzania, Uganda, Senegal, Gambia, fino al deserto del Sahara.

Béla Fleck in Africa, 2008

Potremmo azzardare che il tutto prese spunto da quello che fecero negli anni 90 sia Cooder con Talking Timbuktu (1994), indimenticabile collaborazione con Ali Farka Touré; sia Lindley, che nello stesso decennio pubblicò una serie di album con Harry Kaiser che scandagliavano la world music, Africa compresa. Con questi padri nobili, Fleck portò a termine un lavoro multimediale a dir poco encomiabile – e che oggi è celebrato con questa imperdibile edizione deluxe che comprende prima di tutto il film di Sascha Paladino (fratello minore di Béla) in Dvd con l’aggiunta di oltre 1 ora di bonus, dove i 2 fratelli raccontano i segreti e le avventure nascoste di quel magico viaggio. Ovviamente vi si trova anche il disco originale del 2009, cui fa da complemento un Cd completamente inedito preso dalle varie session con i musicisti locali, dai tanzanesi Warema Masiaga Cha Cha al maliano Oumou Sangar; dal malgascio D’Gary ai gambiani Jatta Family. Chiamare il tutto “scarti” o leftover sarebbe una bestemmia: qui siamo al perfetto compendio ed espansione del disco-capolavoro di 11 anni fa.

Béla Fleck e Toumani Diabaté, 2009

A rendere definitivamente irrinunciabile questo boxset è il 3° Cd, The Ripple Effect. Ossia un disco dal vivo che raccoglie alcune performance americane sempre dello stesso periodo in duo con il genio della cora Toumani Diabaté, musicista del Mali fra i più amati e celebrati della musica africana contemporanea. L’incontro Fleck-Diabaté ha davvero un’aura magica: i 2 si lasciano andare in un estatico convegno di oltre 1 ora, dove banjo e cora diventano una cosa unica, raffinata spontaneità dove le distanze sia culturali sia geografiche si annullano, prova dell’iniziale idea che smosse l’ex New Grass Revival: quella di andare alle origini africane del banjo. Gran parte è una combinazione di composizioni originali dei 2, dove si passa dalla lenta ballata Nashville alla raminga fra polvere e sole-che-ammazza Katmandu, per giungere al climax irrefrenabile di Snug Harbor. Puro “effetto a catena”, come suggerisce il titolo.

Un effetto a catena che travolge definitivamente quando la coppia si cimenta nel classico Duelling Banjos dell’appena scomparso Eric Weissberg, notissimo tema del film Deliverance/Un tranquillo weekend di paura (1972) diretto da John Boorman con Jon Voight e Burt Reynolds; e in Bamako, dove il duo vi ricama sopra echi della It Ain’t Me, Babe di dylaniana memoria – oppure, volendo essere più precisi, della Go ‘Way From My Window di John Jacob Niles, pezzo addirittura del 1934, da cui il futuro Nobel prese chiaro spunto nel suo arcinoto brano apparso in Another Side Of Bob Dylan (1964). Detto in breve, quella che trovate lungo i 3 Cd e il Dvd di Throw Down Your Heart: The Complete Africa Sessions è musica che riconcilia alla grande con il mondo, un viaggio che è pura gioia se avete cuore e anima d’affrontarlo.

Il poster originale del film Throw Down Your Heart

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