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Batterismi: Steve Jordan

E chi sarebbe questo Steve Jordan? I bene informati lo sanno: il ragazzo prodigio che ha suonato con Stevie Wonder, con i Blues Brothers, eccetera… ma che in particolare ha suonato negli album solisti di Keith Richards: Talk Is Cheap (1988), Main Offender (1992), Crosseyed Heart (2015).

Partiamo da qui precisando come sia fondamentale sapere che tipo di batterista sceglieranno i Rolling Stones. Un professionista super studioso a lauto compenso, oppure un artista che suona seguendo il feeling di chi gli sta attorno? È importante saperlo, perchè da questa scelta derivano i futuri sviluppi della musica live nel mondo intero. Bene: master Keef  ha scelto l’uomo che aveva più groove funky/rhythm & blues che potesse trovare, per la fortuna di tutti gli intenditori e dei loro discendenti. Una bella notizia, quindi, che dimostra quanto i soldi da soli non bastino. Bisogna anche saper optare.

Fra l’altro Steve Jordan è un gran chiacchierone, rilascia una marea d’interviste a gente esperta che gli rivolge un sacco di domande tecniche, personali, di stile e d’intesa trovata o meno con altri musicisti con cui ha avuto rapporto nell’ambito professional americano. E lui risponde, interagisce fra mille “you know” e “I mean” e veniamo a sapere cose incredibili.

Ad esempio che collaborava già con Charlie Watts: era quest’ultimo a chiamarlo per suonare qualche traccia di batteria in studio, o per aiutarlo in qualche groove. Veniamo poi a scoprire che nel 1986 Jordan ha partecipato allo stoniano Dirty Work… e restiamo fulminati: ecco chi suona la batteria nel brano Harlem Shuffle, e per giunta non accreditato! Per un drummer come il sottoscritto, che già ne aveva di sospetti, è una montagna di roba. Si aprono più mondi contemporaneamente.

Steve Jordan e Keith Richards, 1988

Dotato di uno stile personale e potente, attaccato al beat come il Bostik poiché a più di 60 anni d’età si diventa essenziali (se si è intelligenti e appagati, ovvio: fill minimali, inerenti solo alla canzone in sè, rullate e passaggi tecnici ce li possiamo scordare), Steve Jordan è l’opposto di Keith Moon, tanto per rendere l’idea. Nei dischi di Mr. Richards suona imitando un po’ lo stile di Charlie Watts, ma restando fedele a ciò che è l’essenza del brano.

Sarà dunque un piacere apprezzare questo mostro dal vivo (a cominciare dal No Filter Tour 2021 dei Rolling Stones, in terra d’America: dal 26 settembre a St. Louis, al 20 novembre a Austin) insieme all’altrettanto mito dei bassisti viventi, Darryl Jones: altra scelta azzeccatissima degli Stones, che è andato a rimpiazzare degnamente Bill Wyman (il genio delle pause di basso) senza farcelo rimpiangere. In tutto ciò salta all’occhio un’altra cosa fondamentale, meno musicale e più sociale: abbiamo visto che non si bada a spese quando entrano in gioco la professionalità e la scelta oculata (magari un po’ costosa o azzardata) per ottenere il miglior risultato possibile. Cosa che, duole dirlo, spesso qui da noi non accade. Love Shuffle Everybody!

Il batterista newyorkese in concerto con Eric Clapton e Keith Richards

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