Letture

Nebbia

Durante una partita di calcio della nostra squadra del cuore contro una squadra del Sud, i tifosi avversari hanno intonato “avete solo la nebbia“.

Nella sua poesia intitolata San Martino, Giosuè Carducci dipinge con le parole come noi viviamo la nebbia: tant’è che leggendola sentiamo i profumi e gli aromi che lui cita. E allora, vi vogliamo portare nella nostra città, Parma, in una giornata nebbiosa.

Sono le 5 del pomeriggio e il sole è quasi tramontato. Lo scorgiamo appena, fra la nebbia, come una pallina bianca. Dalla bocca esce il fiato e sembra fumo di sigaretta. Ci lasciamo alle spalle la Pilotta, il complesso monumentale chiamato così per via del gioco della pelota basca: una specie di pallacorda, antenata del tennis. Al suo interno c’è un bellissimo teatro quasi tutto in legno, il Farnese, che era il teatro di corte dei duchi di Parma e Piacenza.

La Pilotta

Imbocchiamo il ponte Verdi (dedicato al sommo maestro Giuseppe) dove alla fine c’è il Parco Ducale (per noi, che siamo parmigiani, semplicemente “il giardino“) dove risiedeva la duchessa Maria Luigia d’Austria, consorte di Napoleone Bonaparte. La sua villa è lì, sulla destra, ma con la nebbia si fatica a vederla. Allora continuiamo a camminare, imbocchiamo il viale con gli alberi di ippocastano e fin dove riusciamo a vedere, loro ci indicano la via. Ma se chiudiamo gli occhi, possiamo immaginare la carrozza della duchessa che scompare nella nebbia.

Maria Luigia d’Austria, duchessa di Parma

Alla fine del nostro piccolo viaggio, arriviamo al laghetto dei cigni (una volta ce n’era perfino 1 nero, chiamato Otello) con la Fontana del Trianon dalle forme barocche situata sull’isolotto al centro della peschiera. Non si vede, ma noi sappiamo che è lì. E per noi è una delle cose più romantiche che esistano.

Ecco, noi non abbiamo solo la nebbia. Ma per fortuna abbiamo anche la nebbia.

Il Parco Ducale avvolto in una coltre di nebbia

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