Letture

Bowie – Stardust, Rayguns & Moonage Daydreams

Qui non c’è una Bowiade da rincorrere dal principio (1947) alla fine (2016). Viceversa c’è il nettare, l’essenza, l’imprescindibile bowiano che va dal Major Tom a Ziggy Stardust fino ad Halloween Jack. S’intitola Bowie – Stardust, Rayguns & Moonage Daydreams la spettacolare graphic novel americana disegnata da Michael Allred (autore di Madman, Silver Surfer, Red Rocket 7, iZombie), colorata dalla moglie Laura, sceneggiata da Steve Horton (collaboratore per DC Comics, Image, Dark Horse, IDW) e corredata dalla prefazione di Neil Gaiman (la striscia a fumetti The Sandman, i romanzi Stardust, Coraline e American Gods).

Il prologo è affidato al concerto dell’Hammersmith Odeon di Londra, la notte del 3 luglio 1973, quando David Bowie (al secolo David Robert Jones) si separa dall’alter ego Ziggy Stardust e dai suoi Spiders from Mars. Primissimo piano sulle sue pupille da extraterrestre e si indietreggia nel tempo inanellando (fra le innumerevoli vicissitudini) le militanze nei Konrads, King Bees, Manish Boys, Lower Third e Buzz; l’arte mimica mutuata da Lindsay Kemp; gli incontri con il geniale Tony Visconti e il farabutto Tony Defries; il film Love You Till Tuesday e le sperimentazioni al Beckenham Arts Lab; l’incisione di Space Oddity e il battesimo glam negli Hype insieme a Visconti (basso), Mick Ronson (chitarra) e John Cambridge (batteria); la fase post hippie/hard rock con The Man Who Sold The World; l’estetismo di Hunky Dory e la consacrazione aliena con The Rise And Fall Of Ziggy Stardust And The Spiders From Mars; il glam rock vissuto da produttore per i Mott the Hoople (All The Young Dudes), Lou Reed (Transformer) e Iggy Pop & The Stooges (Raw Power); la scoperta dell’America e i natali (a stelle e strisce) di Aladdin Sane; le cover delle band preferite (Pin Ups) e la parabola orwelliana messa in scena via Diamond Dogs

Il tutto magistralmente illustrato, tavola dopo tavola, per decrittare al meglio le incarnazioni superomistiche, fantascientifiche, from outer space di un David Bowie impegnato a radersi le sopracciglia per mostrarsi ancora più alieno agli occhi del mondo e a rendersi vieppiù iconico lasciandosi solcare il volto da una saetta. Né mancano, in questo Stardust, Rayguns & Moonage Daydreams orchestrato in uno smagliante technicolor, schegge di vita bowiane che forse non tutti i fan conoscono: Steve Marriott (futuro Small Faces), Marc Bolan (futuro T.Rex) e David Jones (futuro Bowie) che nella Swinging London filosofeggiano di piccole facce; David che dopo aver visto un concerto dei Cream con il fratellastro Terry, assiste ai primi sintomi di quella sua follia che lo condurrà inevitabilmente al suicidio; l’incontro con Christopher Lee, il Dracula hollywoodiano, che gli propone di incidere un disco insieme; Barbra Streisand, che nel suo album ButterFly include la cover di Life On Mars?; il brano Time, dall’Lp Aladdin Sane, ispirato dalla morte di Billy Murcia, batterista dei New York Dolls, per un’overdose di quaalude e vino rosso; l’ipotesi di affidare la canzone Drive-In Saturday ai Mott the Hoople, franata dopo un maldestro tackle di Tony Defries

Dopo Rock And Roll Suicide, a certificare la “morte” di Ziggy Stardust all’Hammersmith Odeon, la graphic novel si conclude rimbalzando vorticosamente, in un silenzio assordante, nell’affresco delle future incarnazioni musical-cinematografiche di Bowie: Thin White Duke (Station To Station), Thomas Jerome Newton (L’uomo che cadde sulla Terra), Paul Ambrosius von Przygodski  (Just A Gigolo), Ponzio Pilato (L’ultima tentazione di Cristo), John Merrick (The Elephant Man), Andy Warhol (Basquiat), John Blaylock (Miriam si sveglia a mezzanotte), Jack Celliers (Furyo), Nikola Tesla (The Prestige), Phillip Jeffries (Twin Peaks: Fire Walk With Me), Pierrot Lunaire (Scary Monsters And Super Creeps), Jareth (Labyrinth), Screamin’ Lord Byron (Jazzin’ For Blue Jean), Vendice Partners (Absolute Beginners), Mr. Rice (Il segreto di Mr. Rice), Monte (The Linguini Incident), Jack Sikora (Il mio West), Nathan Adler (1.Outside)… fino al “regalo d’addio” di Blackstar.

The End? Forse. Perchè non si sa mai, fumettisticamente…

Bowie – Stardust, Rayguns & Moonage Daydreams, Panini Comics, 160 pagine, € 24

Foto: © Panini Comics

 

 

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