Fashion & Design

Quell’ avveniristica Luna di Gio Ponti

Per la sua Milano ha progettato il Grattacielo Pirelli (1956-1960: confidenzialmente Pirellone), simbolo dell’Italia del boom economico. Per Cassina si è inventato la sedia Superleggera (1957) definendola «una sedia-sedia, senza aggettivi». Per La Pavoni, ragionando sull’espresso da servire al bar, ha ideato la macchina per il caffè La Cornuta (1948).

La lampada Luna in mostra nel 1957 alla Triennale di Milano
© Gio Ponti Archives

Ho voluto sintetizzare con questi 3 capolavori il genio e la versatilità dell’architetto e designer Giovanni Ponti detto Gio (1891-1979). L’ho fatto per mio gusto personale e a mo’ di “introduzione” a colui che si è anche dedicato, con perfezione assoluta, alla bellezza della luce. Succede nel 1957, quando nel padiglione per l’edilizia alla Triennale di Milano Gio Ponti costruisce una casa prefabbricata e la riempie di oggetti inventati da lui. È la Luna a distinguersi da tutto il resto: sperimentale nella termoformatura della sua plastica, eclettica in quella maniglia che consente di spostarla dando vita a nuove configurazioni abitative, è una lampada a tal punto rivoluzionaria da fermarsi allo status di prototipo.

Fino al 2018, quando TATO – giovane brand fondato da Filippo Cristina e accompagnato dallo slogan Dreamed and Made in Italy – la estrae dagli archivi per metterla in catalogo sia nella versione da terra, sia in quella sospesa, nell’unica tonalità del bianco. Oggi, a 130 anni dalla nascita di uno dei sommi creativi del dopoguerra, l’iconica lampada a sospensione, totalmente definita dalla purezza formale del diffusore in materiale plastico, si arricchisce delle finiture bianca/blu, bianca/arancione e bianca/grigia ispirate alle cromìe utilizzate dal Maestro nei suoi progetti architettonici. La versione da terra, che invece prevede l’esile struttura in ottone o nickel satinato, oltre che tutta bianca può essere bianca/blu o bianca/arancione.

«Inseguo il sogno di una casa vivente, versatile, silente», ebbe modo di dichiarare Gio Ponti, «che s’adatti alla versatilità della nostra vita. Anzi, la incoraggi con 100 risorse che noi architetti insegneremo…». Fra queste, nel 2022, non mancherà la luminosità della sua inimitabile Luna.

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