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I migliori dischi della storia del Rock: La Futura

Gli ZZ Top (non lo si pronunci “zeta-zeta”) vantano un rekord, quello di gruppo più longevo nella storia del rock blues. Texani, è dal 1971 che pubblicano dischi con la stessa, precisa formazione: e già questo la dice lunga sulle doti del barbutissimo terzetto (anche se il batterista, Frank che di cognome fa Beard cioè “barba“, il cosiddetto “onor del mento” non ce l’ha). Con La Futura siamo nel 2012, produzione Rick Rubin, famoso in studio per lasciar lavorare gli artisti esattamente come se lui non ci fosse, a tutto vantaggio della naturalezza del sound e delle intenzioni artistiche di una band.

Uscito quasi a fine carriera, questo è un capolavoro non solo di blues ma anche di canzoni delle quali si apprezzano la melodia e la composizione, anche in un ambito più vasto: I Gotsta Get Paid è il pezzo forte strategicamente in apertura, seguito da brani vivaci e da 2 blues song lente, Over You e It’s Too Easy Mañana, da far accapponare la pelle per l’emozione. Gli ZZ Top che se la giocano da maestri, in poche parole.

La perla però è Big Shiny Nine, composta in onore della chitarra Gibson Les Paul Gold Top anno domini 1959 di Billy Gibbons aka The Reverend, il leader incontrastato (ormai dal vivo è come il jazzista Thelonius Monk: dirige personalmente il suo show featuring vari altri chitarristi) che ha maturato quella voce roca e profonda capace di bluesare che è un piacere.

A ciò si aggiunga il suono inconfondibile del Reverendo e quegli assoli chitarristici che da sempre contraddistinguono i lavori del gruppo. Batterie belle ma un po’ editate (cioè lavorate dal tecnico al mixer) e basso come sempre all’altezza, fanno di La Futura un disco estremamente moderno; un prezioso documento da avere nella discoteca di ogni fine intenditore. Non solo di blues.

ZZ Top, La Futura (2012, American Recordings)

 

 

 

 

 

 

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