Cinema

Renato Casaro – L’ultimo cartellonista del cinema

To Renato Casaro, thanks so much for your art gracing my picture. You’ve always been my favorite. Love,
Quentin Tarantino

To Renato, a man who gets into my soul with his art. Thank you,
Sylvester Stallone

Al mio amico Renato Casaro, che tanto ha contribuito alla popolarità dei miei film. Con tanto affetto,
Terence Hill

Titoli di coda così, te li meriti solo se sei riuscito a “illustrare” come si deve il cinema. E il curriculum del trevigiano Renato Casaro, classe 1935, a sacrosanta ragione definito “l’ultimo dei cartellonisti”, non solo se li è meritati gli elogi, le standing ovation e gli ossequiosi inchini, ma gli spettano di diritto.

D’altronde sono innumerevoli i registi, italiani e stranieri, per i quali Casaro ha realizzato dalla metà degli anni 50 manifesti cinematografici. Dalla A alla Z, ricordiamo: Jean-Jacques Annaud, Dario Argento, Marco Bellocchio, Ingmar Bergman, Bernardo Bertolucci, Luc Besson, John Boorman, Tinto Brass, Liliana Cavani, Francis Ford Coppola, Milos Forman, Costa Gavras, Pietro Germi, Claude Lelouch, Ugo Liberatore, Sergio Leone, Sidney Lumet, Anthony Mann, Mario Monicelli, Francesco Rosi, Alberto Sordi, John Sturges, Quentin Tarantino, Giuseppe Tornatore, François Truffaut, Carlo Vanzina, Carlo Verdone.

Più che logico, quindi, che la natìa Treviso gli stia dedicando l’esaustiva mostra intitolata L’ultimo cartellonista del cinema. Talmente grande da espandersi in 3 location (il nuovo Museo Nazionale Collezione Salce che per l’occasione apre nella ritrovata Chiesa di Santa Margherita, affiancando così l’altra sede al Complesso di San Gaetano, nonché i Musei Civici di Santa Caterina) ognuna delle quali si concentra su un particolare aspetto di colui che dopo aver dipinto a 17 anni grandi sagome da collocare all’ingresso del Cinema Teatro Garibaldi e del Cinema Esperia di Treviso; essere approdato 19enne a Roma per imparare da Augusto Favalli i trucchi del mestiere grafico e aver aperto poco più che 20enne uno studio a proprio nome, è puntualmente riuscito a carpire l’essenza di ogni film “ritraendolo” istintivamente: fosse un intreccio storico del tipo Peplum, un Western all’italiana, una pellicola comica oppure uno di quei “musicarelli” che erano tanto in voga.

Fra i 100 e più pezzi selezionati e restaurati per l’occasione, spiccano i rarissimi fogli del decennio 1955-1965 (è nel 1955 che Casaro dipinge il suo 1° film, Criminali contro il mondo), mai apparsi in una esposizione, che lo vedono esprimersi pittoricamente al meglio, al servizio di Cinecittà e di ogni genere cinematografico. Nell’ampia “terrazza” di Santa Margherita, ad esempio, è decisamente azzeccato l’accostamento di Trinità e di Rambo, de I magnifici sette e di C’era una volta in America, di Amadeus e de Il nome della rosa, de Il tè nel deserto e dell’Ultimo Imperatore.

Dalle spontanee pennellate degli esordi, alle composizioni semi fotografiche degli anni 70, sino alle raffinate maquettes ad aerografo che fra gli anni 80 e 90 – quando il manifesto disegnato imbocca l’inevitabile viale del tramonto – ritraggono le stelle hollywoodiane, è tutto un avvicendarsi di verismo, di iperrealismo, di una perizia tecnica tanto precisa da sembrare nitidamente fotografica.

Di Renato Casaro, fidatissimo collaboratore delle grandi major americane Fox, United Artists, MGM e Columbia, non poteva mancare un filmato inedito con i trailer e gli spezzoni di film dei quali l’artista ha curato il corredo iconografico, nonché sue riflessioni su una carriera professionale di quasi mezzo secolo con più di 1.000 manifesti all’attivo. Né si poteva in alcun modo rinunciare, nella sezione allestita negli spazi di San Gaetano, al percorso creativo di un manifesto: dai contatti con le case di produzione, ai primi schizzi a matita; dal bozzetto di prova, a quello esecutivo, sino alla fase dell’inserimento del lettering (manuale, quindi fotomeccanico) e alla stampa. Sicchè sono 6 le pellicole simbolo “casariane” a raccontarci, dietro la creazione dei rispettivi manifesti, anche la più piccola, tecnica, artistica delle sfumature. Ciak! È qui che si dipinge sul serio…

Renato Casaro
L’ultimo cartellonista del cinema
Treviso, Roma, Hollywood
A Treviso, Museo Nazionale Collezione Salce (Chiesa di Santa Margherita e Complesso di San Gaetano), fino all’1 maggio 2022; Musei Civici di Santa Caterina, fino al 9 gennaio 2022

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