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Novembre 2019 si tinge di JazzMi

Eppur si muove, disse quel tale. Tale che si riferiva alla sfera terrestre – noi, più prosaicamente, ravvisiamo che fosse dai tempi di una manifestazione multimediale come Suoni & Visioni, attiva dal 1990 ai primi anni 2000, ma pure dal defunto Aperitivo in Concerto al Teatro Manzoni chez Mediaset, che a Milano non si vedesse in mesi non estivi un cartellone ben strutturato come quello di JazzMi. Ideato e prodotto da Triennale Milano Teatro e Ponderosa Music & Art in collaborazione con Blue Note Milano e sotto la direzione artistica di Luciano Linzi e Titti Santini, quest’anno la rassegna, dopo le prime edizioni tese a “prendere le misure”, mostra davvero i cosiddetti muscoli con un programma fittissimo di mostre, incontri, proiezioni e sopratutto concerti, che occuperà appieno la prima decade di novembre, dall’1 al 10, in teatri e spazi cittadini di pregio (fra gli altri, dal Conservatorio al Blue Note fino allo storico Arci Bellezza). Per il programma dettagliato e i prezzi dei biglietti, ecco il sito ufficiale della manifestazione: http://jazzmi.it/eventi/.

Le star e i concerti sulla carta di gran livello sembrano essere tanti, iniziando proprio dal novembre al Teatro della Triennale con la Mingus Big Band, band ufficiale (e già baciata dai Grammy Awards) che porta in giro il repertorio di Charles Mingus, il grande contrabbassista e compositore che dai fasti be bop anni 40 con Charlie Parker e Dizzy Gillespie fino alla collaborazione con Joni Mitchell nel 1979 proprio poco prima che passasse a miglior vita, è diventato una delle stelle più luminose del firmamento musicale americano. Lo stesso giorno, ma al Conservatorio Verdi, toccherà a Herbie Hancock, che a capo di un quintetto ripercorrerà la sua quasi sessantennale carriera discografica che fra opere in proprio, con Miles Davis o con il kindred spirit Wayne Shorter non si è fatto sfuggire nulla dei meandri del jazz. Il 2, sempre al Conservatorio Verdi, un altro punto fisso dell’epopea davisiana: il chitarrista inglese John McLaughlin, fra i “virtuosissimi” mondiali della sei corde, che con i suoi fidi 4th Dimension imbastirà un concerto di matrice fusion che rievocherà la sua gloriosa Mahavishnu Orchestra.

Il 3 novembre al Teatro Dal Verme, uno degli appuntamenti più attesi: il nostro Stefano Bollani e il venerabile cubano Chucho Valdés incroceranno i rispettivi destini per una serata che si annuncia più che appassionante: ossia 2 pianoforti, 2 storie, 2 linguaggi diversi in un concerto che regalerà vera gioia di suonare insieme. Il 9 il Conservatorio Verdi ospiterà l’attesissimo show di Archie Shepp, 82 anni di cui molti passati a ribaltare i canoni del jazz (e dell’avanguardia) sia in proprio sia con vecchi amici scomparsi quali John Coltrane, Freddie Hubbard e Cecil Taylor – non vi è da dubitare che il suo sax, a capo del quartetto composto anche da Carl Henri Morisset (piano), Matyas Szandai (basso) e Steve McCraven (batteria), saprà esaltare e trascinare al cuore della musica nera. Chiuderà la parata di grandi nomi il chitarrista John Scofield, che con Jon Cleary alle tastiere, il 10 infiammerà con la sua musica elettrica e di classe il Blue Note con ben 2 concerti: alle ore 21 e alle 23.

Giustamente, fra appuntamenti notturni e diurni (nei 2 week end molti saranno i matinée), guarnitissima la pattuglia italiana che vedrà varietà differenti: Patrizio Fariselli (Area), Enrico Rava, Rossana Casale, Peppe Servillo (Avion Travel) con l’omaggio a Mimmo Modugno, Marvin Gaye Project, Tommaso Starace & Ares Tavolazzi (Area, Francesco Guccini), Paolo Jannacci, Fabrizio Bosso & Giovanni Guidi, Gabriele Orsi, Tommaso Starace, Max Trabucco, Gabriella Di Capua, Gianni Coscia & Gianluigi Trovesi, Elisabetta Guido, Simone Basile, Stefano Ghittoni, Nico Gori Swing 10tet, Trio Bobo (Elio & Le Storie Tese), Dado MoroniAres TavolazziAlfredo Golino e tanti altri – tutti arruolati a tener alto il vessillo del jazz nostrano.

Non è possibile, infine, evitare di citare anche i molti appuntamenti collaterali con dibattiti, film, mostre, etc, che vedranno protagonisti Keith Jarrett, Ella Fitzgerald, Charles Mingus, Chet Baker ma sopratutto Miles Davis, cui è dedicata Miles. Assolo a fumetti di Lucio Ruvidotti al Blue Note Milano a partire da giovedì 31 ottobre (inaugurazione aperta al pubblico ore 19, in cartellone fino al 31 dicembre). Nonché diversi incontri, fra cui il più eclatante sarà quello con Paolo Conte (l’8 novembre alle 18:30 alla Feltrinelli Libri di Piazza Piemonte). L’Avvocato disquisirà di Razmataz, la sua complessa commedia musicale ambientata a Parigi, iniziata con il libro di testi-musica-disegni uscito in origine per Allemandi nel 1989 (e che proprio a metà novembre verrà ristampato da Feltrinelli – riveduto, corretto e ampliato) e ripresa nel 2000 con disco, Dvd e un altro libro di disegni (e qualche selezionato concerto). Appuntamento che stuzzica molto l’interesse, solo a rievocare qualche parola del cantautore: «Razmataz è un vecchio sogno, figlio dei miei vizi capitali che sono la musica e la pittura, e figlio del mio insistente desiderio di mettere il naso nel gusto e nello spirito degli amati anni 20».

Molte e variegate le sfumature di JazzMi.

Foto: Charles Mingus
Archie Shepp, © Francesco Spezia

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