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La musica criminale

Sul sito di aste eBay è comparsa un’inserzione sorprendente. C’è l’immagine fotografica di una lacca (o acetato), ovvero il disco grezzo che precede la stampa del vinile, corredata dalla descrizione: Lacca. Acetato. Inedito. Lucio Battisti. Gran Bretagna. L’inserzionista non è identificabile, di lui si riesce soltanto a capire che risiede in Italia. Chiede 200 € per quello che potrebbe essere un brano mitico: Wake Me I Am Dreaming, la versione in inglese di Mi ritorni in mente, un provino registrato nel 1969 da Lucio Battisti che nessuno è finora riuscito ad ascoltare ma di cui gli addetti ai lavori hanno talvolta confermato l’esistenza. L’etichetta riporta il marchio Emidisc, tipico delle lacche inglesi della casa discografica EMI; il resto è siglato con i caratteri delle vecchie macchine per scrivere: titolo, durata (3.14), la tipologia del suono (MONO) e a penna, in inglese, “realizzato venerdì 19 febbraio”.

Ma c’è un dettaglio che ai buoni conoscitori dell’opera omnia di Battisti consente di decifrare all’istante l’enigma. Sempre scritte a macchina compaiono in alto le parole Love Affair. Era il nome di un gruppo londinese di stentato successo che nel 1971 pubblicò la versione inglese di Mi ritorni in mente, appunto Wake Me I Am Dreaming, con l’esito di poche centinaia di copie vendute. L’inserzione è birichina, ma può ingannare solo gli sprovveduti. Il problema, casomai, è un altro: è autentica quella lacca? Da quando il vinile è tornato di moda il mercato web pullula di lacche, contenenti un oceano di vecchi provini proveniente dagli archivi della defunta RCA Italiana: Lucio Battisti, Renato Zero, Claudio Baglioni, Patty Pravo, Mia Martini, Riccardo Cocciante, Lucio Dalla, Francesco De Gregori, Eros Ramazzotti, Gino Paoli, Gianni Morandi, Nada, Rita Pavone, Anna Oxa. Si tratta di tracce scartate, canzoni mai pubblicate, versioni in lingue straniere (inglese, francese, spagnolo, tedesco, addirittura greco e giapponese).

«Le vendono anche a 600 o 700 Euro l’una. Ogni tanto qualche collezionista mi telefona per chiedermi consigli, perché sulla lacca di cui stanno trattando l’acquisto compare la mia firma», rivela Marcello Spiridioni, storico ingegnere del suono nella più prestigiosa azienda discografica degli anni d’oro della canzone. «Io li metto in guardia: attenzione, circola una marea di falsi che riproducono anche le firme dei tecnici, la mia o quella di Guido Di Toma: c’eravamo solo noi due a quell’epoca».

Nell’ambiente degli ex frequentatori della RCA Italiana gira voce che a Milano c’è una fabbrica che per 60 € ti consegna una lacca nuova, ma riconfezionata con il provino che vai cercando, con etichetta e segni del periodo originario. Un falso coi fiocchi. Di vero c’è che dal 1995 gli archivi della RCA Italiana, nello stabilimento romano al chilometro 12 di via Tiburtina, erano stati il bersaglio di una serie di furti. Ci furono anche un arresto e un processo (come ci racconta qui sotto in un’intervista esclusiva Franco Reali, amministratore delegato e presidente della BMG Ariola/Ricordi, la multinazionale tedesca che nel 1986 aveva assorbito marchi e attività della gloriosa industria italoamericana di popstar). I materiali inediti custoditi in quel prezioso caveau – i nastrini ricavati da master e lacche – finivano a mitraglia sulle bancarelle di Porta Portese, dei mercatini napoletani, nei retrobottega di alcuni negozi di musica in tutta Italia, in una catena del trafugamento e della ridistribuzione illegale coordinata da chissà quale organizzazione criminale.

Franco Reali, amministratore delegato e presidente della BMG Ariola/Ricordi (intervista esclusiva)

Nel 2001, poco prima che gli stabilimenti di via Tiburtina fossero liberati dalle canzoni, destinati alla riconversione in depositi di scarpe, mutande e calzettoni, il Tg2 realizzò un reportage con anche le immagini degli archivi e raccogliendo la voce dei dirigenti orgogliosi dei supporti custoditi (vedi video qui sotto con intervista a Mario Cantini, già responsabile delle edizioni musicali della RCA Italiana).

Da Tg2 Dossier “Quando andavamo a 45 giri” di Michele Bovi, Raidue, giugno 2001

Quel Tg2 Dossier fece ascoltare anche frammenti dei provini inediti che allora come adesso rappresentano refurtiva commercializzata. Si andava da L’amore è tutto qui, una perla del repertorio di Piero Ciampi nell’interpretazione mai pubblicata di Gino Paoli, a La suggestione di Claudio Baglioni, Paradiso di Lucio Dalla, Padre di Gianni Morandi, Cosa c’è di strano di Mia Martini. Il servizio del Tg2 ebbe peraltro riscontri produttivi, tanto che 2 degli inediti trasmessi sono stati successivamente pubblicati: quello di Mia Martini nel 2003 e quello di Claudio Baglioni nel 2005.

Da Tg2 Dossier “Quando andavamo a 45 giri” di Michele Bovi, Raidue, giugno 2001

Quale fu la reazione degli artisti davanti a quelle pubblicazioni irregolari? Ce lo racconta qui sotto, ancora in esclusiva, Franco Reali, amministratore delegato e presidente della BMG Ariola/Ricordi.

Franco Reali, amministratore delegato e presidente della BMG Ariola/Ricordi (intervista esclusiva)

Dei contenuti di quel prezioso archivio si sono perse le tracce. Parte trasportata a Gütersloh, nella sede tedesca della Bertelsmann (BMG); altra per anni stivata in magazzini tra via Nomentana e Fiumicino. In realtà i furti nell’area di via Tiburtina non riguardarono soltanto i provini. Dagli studi fu rubato di tutto: microfoni, cuffie, casse. «Tramite il web ho ritrovato dopo tanti anni gli strumenti per la masterizzazione. Non un’apparecchiatura simile, proprio la mia!», racconta Marcello Spiridioni. «Ora sono alla ricerca di una lacca alla quale sono particolarmente affezionato e mi hanno riferito di averla vista in giro per la rete. Si tratta di Un’emozione da poco di Anna Oxa, un mio lavoro del 1978. Se la vedo me la compro. Purché sia autentica».

Marcello Spiridioni, ingegnere del suono della RCA Italiana, nel suo studio negli anni 70 (foto a sinistra) e oggi con le stesse apparecchiature ritrovate tramite il web (foto a destra)

Per avere un’idea di chi siano i fruitori dei provini inediti, in che cosa consista e quanto sia sviluppato il mercato del collezionismo musicale, ieri affidato alle bancarelle e oggi al web, ecco l’intervento di Giovanni “Naska” Deidda, batterista del gruppo Statuto.

Da Tg2 Dossier “Diritti e rovesci d’autore” di Michele Bovi, Raidue, febbraio 2001

Il Tg2 DossierQuando andavamo a 45 giri era condotto dal cantante statunitense Gene Pitney (scomparso nel 2006) e terminava con un ultimo provino inedito: Quando ti lascia l’amore, composto proprio per Pitney da Lucio Battisti, sia la musica sia il testo.

Da Tg2 Dossier “Quando andavamo a 45 giri” di Michele Bovi, Raidue, giugno 2001

Il deposito SIAE del brano Quando ti lascia l’amore inciso da Gene Pitney accosta al nome di Lucio Battisti (che firma musica e testo) quello di Renato Angiolini, un musicista che utilizzava lo pseudonimo “Toang

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