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John Scofield & Jon Cleary (Blue Note, Milano, 10 novembre 2019)

Dovunque presti la sua chitarra, potete stare certi che John Scofield sa come sfavillare. Non importa se sia al servizio di Miles Davis, come negli 80s; se sia nelle spettacolari jam con i suoi consolidati compagni di viaggio Medeski Martin & Wood; se sia accanto a Phil Lesh, a riverire i fasti dei Grateful Dead; se si cali a fare il Jimi Hendrix in chiave electric jazz come in molti suoi album, dell’oramai quarantennale carriera discografica; se si tolga lo sfizio di reinventare/glorificare Ray Charles come nello stupendo That’s What I Say (2005); se con Jack DeJohnette giochi fra stile e preziosismo. Sfavilla comunque. E l’occasione al Blue Note, che fra l’altro ha chiuso la fittissima rassegna meneghina JazzMi, ne è stata l’ennesima prova.

Con lui sul palco Jon Cleary, tastierista/cantante di New Orleans sulle orme del sacro fuoco Allen ToussaintProfessor LonghairDr. JohnJames BookerFats Domino, con il quale Scofield aveva già collaborato nell’ottimo Piety Street (2009), tributo alle atmosfere della Crescent City che nel nuovo millennio è fra i migliori lavori del chitarrista. I 2 ripartono da lì ma in versione duo, per rendere la sfida stimolante e minimale come novelli Joe Pass/Oscar Peterson o, volendo, Jim Hall/Bill Evans – solo che qui si scava nelle radici della Big Easy, fra sacro e sacrilego – con naturalmente funky, r&b, blues, jazz, spiritual e gospel che si confondono l’un l’altro senza soluzione di continuità.

Una coppia che è il paradigma della variabile, dove la tensione della proposta è una scossa sottile capace di trascinare attraverso una diversificazione della Musica Cosmica Americana – con Scofield che addirittura più volte accompagna il suo partner al canto (chi l’avrebbe mai detto?) e sopratutto che regala a più riprese un vibe chitarristico con decisi rimandi a Jerry Garcia. Prova ne sia come i 2 giochino con classe e piglio informale fra numeri ben scelti quali Soothe Me (Sam & Dave), l’anthem della Big Easy Tipitina (Professor Longhair), lo strepitoso e probabile highlight dello show Cuttin’ In (Johnny Guitar Watson), (It Will Have to Do) Until the Real Thing Comes Along (standard che ha viaggiato nel tempo e nei luoghi grazie a Billie Holiday, Frank Sinatra, Sandy Denny e Aretha Franklin), l’immortale Stardust (Hoagy Carmichael), Lucille (Little Richard), fino al conclusivo e toccante Talk To Me (Little Willie John), proposti quasi a conferma della famosa massima che proprio John Scofield regalò qualche anno fa in un momento di grande lucidità: «La chiave per suonare con chiunque è che devi sempre ascoltare e sopratutto di ascoltare più di quanto suoni». Alla prossima – sempre con grande piacere.

Foto: © CoolMag

 

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