Music

Paolo Bonfanti & Martino Coppo – Pracina Stomp (Felmay)

Cosa bisognerebbe sperare se un “pezzo grosso” come Larry Campbell capitasse in Italia? Un tizio che ha suonato per anni in pianta stabile nelle band di gente come Bob Dylan, Levon Helm, Kinky Friedman, Phil Lesh; che ha un passato nella leggendaria Woodstock Mountain Revue; che ha graziato decine di dischi con i suoi strumenti (Donald Fagen, Leon Redbone, Bettye LaVette, Little Feat, Joe Henry, Suzanne Vega, Paul Simon…); che ha prodotto gente come Hot Tuna/Jorma Kaukonen, David Bromberg, Ollabelle, Happy Traum… ecco, cosa bisognerebbe sperare? Certamente confidare che finisca nelle mani giuste, leggi musicisti veri – e non i soliti strummer assatanati che con i social a disposizione hanno davvero annacquato un po’ tutta la scena musicale, tipo travel agency in 7 note. Con Pracina Stomp l’abbiamo scampata: Campbell è arrivato in Italia e non poteva capitare in mani migliori se non quelle di Paolo Bonfanti e di Martino Coppo (co-leader dei Red Wine, la band bluegrass più antica del Belpaese), genovesi-del-mondo che davvero sono fra i musicisti nostrani e indipendenti più apprezzabili.

I 2 amici di Zêna si conoscono da tanti anni, hanno suonato innumerevoli volte insieme e già nel 2014 unirono le forze in un album inciso a 4 mani, Friend Of A Friend, composto un po’ di cover (John Prine, Neil Young, Bill Monroe…) e un po’ di numeri originali. Il bis è concesso in modo speciale, con appunto il “pezzo grosso” Campbell assoldato come produttore. Il risultato è informale e suonato benissimo, sospeso fra bluegrass, tocchi folk-bluesAmericana style di gente come i già citati Bromberg e Traum ma pure David Grisman, Sam Bush, Peter Rowan, Béla Fleck, Ry Cooder e Geoff Muldaur. Registrato in pochi giorni fra maggio e giugno, come suggerisce il titolo, alla Cascina Pracina di Tagliolo Monferrato – immaginiamo, a giudicare dalle foto che accompagnano il lavoro, in un’atmosfera rilassata e campestre, che ha pure coinvolto vecchi amici quali Roberto Bongianino (fisarmonica), Nicola Bruno (basso) e Stefano Resca (batteria); nonché la moglie di Campbell/metà artistica, Teresa, ospite in un paio di episodi.

Tutto scorre come ruscello di campagna, sia che si tratti di brani di Coppo come Anniversary Reel, il pezzo guida o il divertentissimo Visa Application Blues, quest’ultimo scritto con il grande Lowell Banana Levinger (ex Youngbloods ora nei Disciples Of Soul di Little Steven); sia che tocchi a Bonfanti con Over’s Under, il felpatissimo You Were Right, Out Of Texas e Passa o diano, passaggio in dialetto ligure (e immaginiamo il sorriso di Larry quando gli è stato presentato) dove sembra di respirare l’incontro impossibile tra Fabrizio De André e Garcia & Grisman. E se nel disco precedente a essere citate furono le già menzionate cover di brani ben noti, stavolta tocca ad autori “più vicini a casa”: vedi Cold Dark Grave di Silvio Ferretti (il fondatore dei Red Wine); e For What It’s Worth, scritta dal cantautore svedese Christoffer Olsson.

Foto: Paolo Bonfanti e Martino Coppo
Larry Campbell
© Stefano Goldberg

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