Music

Jim Lauderdale – From Another World (Yep Records)

Al di là dell’acclarata bellezza dei suoi dischi da che esordì con Planet Of Love (1991), Jim Lauderdale è un tizio che sul campo si è guadagnato una medaglia molto speciale: dopo Jerry Garcia, è l’artista con cui l’appena scomparso Robert Hunter, il lyicist ufficiale dei Grateful Dead, ha composto più canzoni per un totale di ben 6 album pubblicati fra il 2004 e il 2013. E Hunter è uno che ha lasciato un segno “pesante” sia attraverso i Dead consacrandolo come uno dei massimi poeti rock; sia collaborando con Bob Dylan, New Riders Of The Purple Sage, Bruce Hornsby, Los Lobos e addirittura U2 – e speriamo di stimolare i più curiosi a cercare online dove-come-quando Hunter scrisse un pezzo con Bono Vox & The Edge.

Hunter adesso è nella dimensione nightfall of diamonds, per citare la deadiana Dark Star; e peraltro prima di lasciarci era già da un po’, fra vecchiaia e malattia, che tirò i remi in barca. Jim Lauderdale è naturalmente andato avanti per la sua brillante strada e dopo la collaborazione con Hunter ha già pubblicato la bellezza di 5 album, cui ora si aggiunge From Another World – il quale, liberiamo subito il campo da qualunque dubbio, è uno dei suoi più belli in assoluto.

Lauderdale vive a Nashville, ne è identificato con la città – ma per i tempi che corrono è tutt’altro che imparentato con il country pop spazzatura che Music City butta fuori a getto continuo. Lauderdale è di un’altra pasta: devi ascoltarlo sapendo che i suoi riferimenti sono Gram Parsons e appunto i Grateful Dead; Lyle Lovett e Gene Clark; Rodney Crowell e Willie Nelson; Merle Haggard e Dwight Yoakam; Marty Stuart e Michael Martin Murphey. Detto in breve, il suo sogno è quello della grande Cosmic American Music, dove l’orientamento non è a uno stile ma a una dimensione musicale.

From Another World è un gioiello fatto di 12 canzoni per 40 minuti di musica che davvero riconciliano con il mondo. Divisa by Nudie (i vestiti nashviliani del sarto Nudie Cohn resi famosi da GP, Dolly Parton, Glen Campbell, Porter Wagoner e ZZ Top, fra gli altri), Lauderdale è davvero un treno che non si ferma davanti a niente, disegnando una musica che ha stile, deepness, classe e coolness. Ne siano prova Some Horses Run Free, The Secrets Of The Pyramids e sopratutto Are You Trying To Make A Song Out Of Us?, tutte con un vago sapore psico-Dead che davvero fa godere; For Keeps e One Away, perfetti modelli di honky tonk con tiro outlaw; When You Can’t Get What Your Heart Wants e Ever Living Loving Day, ballatone all American ma ben lontane dallo stereotipo tortadimela della zona Mason-Dixon line; Slow Turn In The Road e Listen, che profumano di strade infinite che puntano sempre verso west; fino alla stupenda The Graceland Horses, piena di folk, country e passione che davvero ci sembra una delle canzoni più belle udite nel 2019. Come, del resto, From Another World ci pare sul serio uno dei dischi più pregevoli usciti quest’anno.

Foto: Jim Lauderdale con Robert Hunter
© Giulia McGauran

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