Music

Glad to be Glam

È opinione comune che negli Anni ‘70 Michael Putland non avesse neppure un giorno libero a disposizione. O almeno così era sembrato, in quel momento, al fotografo londinese nato nel 1947. Ma in quell’inarrestabile sequenza di primi piani e scatti dal vivo, fra le migliaia di rock e popstars (dalla A di Abba alla Z di Frank Zappa) immortalate nei Seventies e nei decenni successivi, sono sicuro che a Putland piaccia ricordare con più affetto quella luccicante, ribelle, teatrale, sessualmente ambigua pattuglia di artisti che quasi ½ secolo fa mise al tappeto a colpi di “glamour” (estetico e sonoro) la plumbea recessione d’Inghilterra. Tant’è che quei ritratti al colmo del trucco e del parrucco, vestiti di strass fra sublime e kitsch, fanno bella mostra di sé al motto di Glad to be Glam. Felice di essere Glam. Già, perché il massimo della felicità, a quei tempi, era intonare StarmanTelegram SamVirginia PlainCrocodile RockBohemian Rhapsody

In bianco e nero e in technicolor, siano (ri)benvenuti i mattatori dello scandalo annunciato: dai capiscuola, Marc Bolan dei T. Rex e David Bowie; al dandy Bryan Ferry e a Brian Eno (piume di struzzo incluse), entrambi dei Roxy Music; dagli “operistici” Queen, al cantautoral/cabarettistico Elton John, fino ai clowneschi Kiss (testimoni del Glam Rock a stelle e strisce). Nelle foto di Michael Putland ci sono momenti concertistici e istanti di quotidianità; scampoli di tournée e sbirciate nel backstage. Né mancano, e sono ugualmente intriganti, i ritratti di chi negli Anni ‘80 – dai Duran Duran fino ai Japan – diede spettacolare vita al post Glam degli inconfondibili New Romantics.

Glad to be Glam
Fotografie di Michael Putland
Fino al 29 luglio 2018, ONO arte contemporanea, via Santa Margherita 10, Bologna
tel. 051262465

Foto: Marc Bolan of T. Rex, 1972
Bryan Ferry, 1976
David Bowie, 1973
© Michael Putland

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