Music

Fabio Concato. Domenica bestiale

Continuiamo questo nostro lungo, piacevole viaggio tra musica e poesia raccontandovi del milanese Fabio Concato (al secolo Fabio Bruno Ernani Piccaluga), artista dell’amore indissolubile e romantico, perciò definito dai critici “cantautore della musica gentile”. Ma anche, aggiungiamo noi, di irresistibili parentesi comico/sarcastiche come nel brano Dean Martin (dall’album Storie di sempre, 1977).

(“Ragazzina, piccolina/ti ho comprato la gelata, il caramello/ed un sacchetto di pop corn”)

Salta subito all’occhio il bizzarro, quanto mai spudorato tentativo di abbordaggio nei confronti di un’elegante ragazza da parte del celebre attore e crooner americano. Le tenta davvero tutte, il piacione Dean Martin, pur di attirare la sua attenzione. Prova anche a prenderla per la gola offrendole un invitante spuntino nella speranza che lei si addolcisca. Ma niente da fare. Neppure l’offerta di un futuro radioso pare scalfirla… Che la ragazza abbia intuito che quella promessa da marinaio sia una scusa per portarsela a letto? E se fosse invece un vero colpo di fulmine?

(“Vorrei portarti nel Texas con me/e costruire il nostro piccolo ranch…)”

Al malcapitato Dean non resta che incassare, uno dopo l’altro, i duri “colpi al cuore” senza comprenderne bene il motivo:

(“Vorrei sapere perche non mi vuoi/ho tutti i denti, sono sano e americano/sono conservatore/e anticomunista ti basta?/Faccio l’artista”)

Ma dopo tanto corteggiare e penare, lo smacco si rivelerà ancora più grande…

(“Quanto pelo hai sul petto/ora che ti guardo meglio/sembri proprio un ometto/Hai la barba, il collo grosso…”)

Che disfatta cadere in un così grave equivoco! Proprio lui, l’artista ricco, bianco, americano, anticomunista e amante delle donne!

Ma lasciamoci trasportare dalla passione amorosa, dalle curve e da certe rotondità alla Fernando Botero. Vi voglio racontare di Rosalina (dall’album Fabio Concato, 1984):

(“Rosalina, Rosalina/tutto il giorno in bicicletta fino a sera, sera […] Rosalina, Rosalina/A me piaci grassottina/Ma quando è sera, sera/Ti sento masticare/ Quando è sera, sera/T’ammazzi con i bignè…“)

Tenta di addolcire la sua linea oversize, la nostra Rosalina, pedalando a più non posso. E quando si ferma, recupera in un attimo le energie perdute ammazzandosi di bignè. Al suo innamorato, però, non importa nulla di quanto possano essere prorompenti le sue curve. A lui Rosalina piace così com’è:

(“Mia madre dice che col tempo dimagrirai/ma non importa amore non cambiare mai/hai fatto caso, che le magre sono tristi/invece tu hai sempre voglia di cantare”)

Amore significa accettare, sostenere, rispettare, aiutare il proprio partner nel bene e nel male. Bella, bellissima la mia Rosalina! Sempre allegra, spensierata… è “la mia bella farfallina”.

Se la passione ti fa venire le farfalline nello stomaco, alla nascita di un figlio vieni sorpreso da un amore diverso, incondizionato: una specie di “colpo al cuore”. Sono queste emozioni che F.C. ci descrive in Fiore di Maggio (Fabio Concato, 1984, canzone dedicata alla figlia Carlotta nata dal matrimonio con Elisabetta Pesarese).

(“Tu che sei nata dove c’è sempre il sole/Sopra uno scoglio che ci si può tuffare/E quel sole ce l’hai dentro il cuore/Sole di primavera/Su quello scoglio in maggio è nato un fiore”)

Fantasticando un po’, il cantautore ci descrive la nascita di sua figlia come se si trovasse al cospetto di un bellissimo quadro. Ci racconta i luoghi di vacanza frequentati da piccolo: quei momenti che restano indissolubili nella mente di un bimbo. Ci parla di feste paesane, del caldo di maggio e di come alla fine sia nato il suo più bel fiore: forse concepito su quella spiaggetta, “o a casa di mio fratello non ricordo più”. Questo “fiore”, Fabio Concato lo immagina venuto dal cielo e posato da un gabbiano in una calda giornata di maggio proprio su quello scoglio:

(“E ci hai visto su dal cielo/Ci hai trovato e piano sei venuta giù/Un passaggio da un gabbiano/Ti ha posata su uno scoglio ed eri tu…”)

Essendo ormai prossimi alla Primavera, mi sembra doveroso concludere con Domenica bestiale (da Fabio Concato, 1982). A chi di voi non è mai capitato di fare una gita fuoriporta in una tiepida e soleggiata domenica primaverile? Ma se a farti compagnia è la tua amata, anche una domenica qualunque può trasformarsi in “bestiale”:

(“Domenica ti porterò sul lago/vedrai sarà più dolce dirsi ti amo/faremo un giro in barca/possiamo anche pescare/e fingere di essere sul mare”)

È bello partire quando tutta Milano dorme ancora, prima che si svegli e “incominci a correre e ad urlare”. Come nelle favole tutto cambia, la normalità si trasforma in fantasia, ci si lascia trascinare dagli eventi e dalle ore fatate trascorse insieme. Ciò che si respira è amore. E per un attimo si torna bambini, dove tutto è “bestiale”: Anche una giornata normale:

(“Che meraviglia stare sotto il sole/sentirsi come un bimbo ad una gita/hai voglia di giocare, […] Che domenica bestiale la domenica con te/ogni tanto mangio un fiore/lo confondo col tuo amore/com’è bella la natura e com’è/bello il tuo cuore”)

Chi per un attimo smette di sognare, mette la parola fine alla propria esistenza! (Crise)

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