Music

Dov’è finita la canzone d’autore? Simone Valeo

Pensando alla musica d’autore, oggi, viene naturale chiedersi dove sia finita o in quali canali si è infilata, viste la scarsità e la pochezza di contenuti. Ci sarà oppure no da qualche parte una piccola luce verso cui guardare per mantenere viva la speranza di trovare qualcuno che abbia qualcosa di bello e di profondo da comunicare?

Sparsi per l’Italia ci sono tantissimi talenti che hanno il diritto di poter essere conosciuti e che noi abbiamo il dovere di farvi conoscere. Per esempio Simone Valeo, cantautore emiliano, classe 1962, diplomato in canto pop al Conservatorio Arrigo Boito di Parma, insegnante di musica e tecnica vocale. All’attivo ha 4 album: Nuoce gravemente alla salute (Psycho Records, 1996) prodotto da Massimo Riva, l’autore e chitarrista di Vasco Rossi); Sto cercando il sole (Sugar, 1998) prodotto da Caterina Caselli; Pioggia di polvere (Discopiù, 2003) e il recente Vai a Dubai.

 (“Vai vai vai a Dubai/vai e resta lì fin che vuoi/puoi farti un bel troione sotto l’ombrellone, suonare per lo sceicco sopra il suo caicco…”)

Già dalle prime battute si intravede come Valeo, con maldestra ironia, voglia porre l’accento sulla grande contraddizione che anima i paesi arabi. Ti imbatti subito in lussuosi resort, vedi sfrecciare auto da brivido e sceicchi ricoperti d’oro, c’è grande attenzione per l’apparire ma di umanità, rispetto per i diritti altrui e amore verso il prossimo neanche l’ombra. Siamo al cospetto di una grande potenza finanziaria, spregiudicata e schiavista.

(“Mentre ai piccioni è vietato cacare, nei water dorati tu puoi sempre pisciare…”)

 È un grande paradiso artificiale, dove il vuoto assoluto e il materialismo vincono la loro partita nei confronti dei diritti umani. E allora….

(“Vai, vai, vai a Dubai e resta lì finché vuoi”)

Lusso, potere, supremazia verso i più deboli, viaggiano a braccetto con la corruzione: in tutto il mondo e purtroppo anche nel nostro Bel Paese. Con sarcastica ironia, Valeo affronta questi temi in Bacia le mani:

(“Bacia le mani ai servi dei potenti/bacia le mani piene di contanti/bacia le mani anche se sono puzzolenti e traghettano tangenti e poi affogano i migranti”)

Ecco qua il centro di tutto, il vero problema che affossa una società sempre più improntata sugli affari. Contro tutto e tutti, senza esclusione di colpi, poiché ciò che conta è il profitto e il potere. E non importa se pur di raggiungerlo si calpestano i diritti e la dignità degli esseri umani. Non contano i mezzi che si utilizzeranno: basta chiudere gli occhi di fronte agli scambi di favori e alle strette di mano con i “mandanti occulti delle stragi di innocenti”:

(“Bacia le mani ai banchieri sorridenti, volano alle Cayman con i nostri investimenti […] Bacia le mani e non fare commenti/ se dai fucili si estraggono i diamanti/bacia l’anello e le tuniche striscianti che lavano i peccati ai picciotti latitanti”)

… e il resto della società? Non può che “tirare a campà”:

 (“…ma che bella società tutti qui a tirà a campà, parte la pubblicità per la solidarietà/bacia le mani…”).

Ripensando a quel che resta del mondo – e lasciando da parte i toni ironici – con il brano Uguali e diversi l’autore ci regala 4 minuti e ½ per riflettere sull’uguaglianza e su cosa ne rimane:

(“Cosa resta del mondo se il mondo non ci riguarda/ci allontaniamo nell’indifferenza […] questo tempo corre senza chiedere/ti lascia indietro se non sai pretendere”)

È un mondo che cambia. Inevitabilmente. A volte è talmente veloce da spiazzarti. Etnìe, ambiente, mentalità, colori, musiche, culture: tutto si muove rapidamente. Ma noi siamo pronti a questi cambiamenti radicali? Per il troppo calore non rischiamo di scottarci? Ma anziché respingere le diversità solo perché non le comprendiamo, se ci lasciassimo conquistare da esse? Forse siamo ancora in tempo, forse c’è ancora qualcosa che possiamo fare…

(“…noi siamo ancora in tempo per condividere anche se ci siamo persi non ci siamo accorti che siamo uguali e così diversi/la vita che dai e amore che prendi e amore che hai/ non arrendersi…”)

Concludiamo questo viaggio a Dubai con una canzone rivolta a tutte le donne vittime di quella violenza maschile che sempre più devasta la nostra società. Il lupo, in questo caso, è proprio colui che dovrebbe amare, rispettare, proteggere, corteggiare, accettare un eventuale rifiuto. Amore dovrebbe portare amore, ma troppo spesso si trasforma in ossessione, in manìa di possesso. Non è amore quello violento, non è amore quello che toglie e che vieta di vivere! Amore è concedersi e concedere:

(“Corri corri corri sorellina/corri in cima alla montagna il lupo non ci arriverà/corri corri urla forte forte scappa prima/in questa notte fonda nauseabonda e assassina/tu sei vittima indifesa senza la tua libertà”)

Fanno parte di Vai a Dubai anche Il cammino della vita, Un amore ingombrante, Cornelio, Il fascista mediatico, Tango della libertà, Il gatto con le ali, La renna in canottiera.

“Arrivederci al prossimo viaggio dedicato a chi, come me, non si è mai Rassegnato. Come un pirata del mare rubo storie di vita vissuta: le posso scrivere e raccontare fino all’estremo di ragion veduta” (Crise)

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