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Deluxe Edition
Svezia, Inferno e Paradiso
Mah Ną Mah Ną
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Piero Umiliani - Deluxe Edition (Cinevox)

di Stefano Bianchi

Quelle fatidiche 3 note di Mah Nà Mah Nà, refrain-icona da 2 minuti scarsi, erano croce e delizia di Piero Umiliani (1926-2001). Nel Sessantotto, il pianista e compositore fiorentino aveva appena ultimato la colonna sonora del trash-movie Svezia, Inferno e Paradiso quando decise di sbarazzarsi di quelle note che continuavano a ronzargli in testa. Fece un cenno all’orchestra con Pes, Vannucchi, Majorana, Podio e Alessandroni e... buona la prima. In fase d’assemblaggio della soundtrack, gli americani si accorsero del brano, lo montarono e lo intitolarono Mah Nà Mah Nà. Da allora ha fatto il giro del mondo (spot, tivù, cortometraggi) e fra le altre cose è diventato la sigla del Muppets Show. Mah Nà Mah Nà, guarda caso, è il pezzo d’apertura dell’antologia Deluxe Edition dedicata a Umiliani. Il quale, nonostante sia diventato famoso per colpa di quel ritornello, ha dimostrato nella sua lunga carriera di avere ben altre frecce al suo arco.

Il jazz, anzitutto: snocciolato dentro I soliti ignoti di Mario Monicelli (’58), Smog (’62, in combutta col trombettista Chet Baker) e in quel memorabile ellepì del ’71 dedicato al suo mito, Duke Ellington. Da quando, più o meno 15 anni fa, la lounge music e l’easy listening Anni ’60 e ’70 sono diventati oggetto di revival, Piero Umiliani si è trasformato in una star del “facile ascolto”. Ne consegue questa compilation da acquistare a scatola chiusa, che mette in fila temi da film jazzistici e poppettari. C’è l’Umiliani più giocoso, disimpegnato e beat di Due mafiosi contro Goldginger (’65) e il bossanovista di L’arcangelo (’69); quello che swinga per Due mafiosi contro Al Capone (’65) e che fa il verso a John Barry (Un posto per un addio, ’71, da La morte bussa due volte); il grande orchestratore d’atmosfere “jazzy” (5 bambole per la luna d’agosto, ’70) e il “morriconiano” da spaghetti western (Roy Colt & Winchester Jack, ’70). E via suonando, con immensa maestria, fino a cogliere addirittura il succo dell'etnomusica con Tamoure’ (’71, da Le isole dell’amore) e Danza Citar Free (’70, da 5 bambole per la luna d’agosto).

www.cinevox.it

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