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Monsieur Gainsbourg Revisited
Serge Gainsbourg
Jane Birkin
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Artisti Vari - Monsieur Gainsbourg Revisited (Barclay/Universal)

di Stefano Bianchi

Amore e Gitanes, sesso e alcol, Brigitte Bardot e Jane Birkin, dannazione e redenzione. Incapsulate in quell’indole “bukowskiana”, le chansons del parigino Serge Gainsbourg (1928-1991) nascevano e si sviluppavano nell’unicità, da maneggiare con cautela. Da Bonnie & Clyde a Comic Strip, da Histoire du Melody Nelson a Je t’aime…moi non plus, erano piccoli classici travestiti da canzonette; pezzi naïf da virare in jazz, pop, reggae, lounge, rock. Roba còlta e tosta per il maudit Gainsbourg, che nel ‘79 bruciò 500 franchi in diretta Tv per poi eseguire La Marsigliese in chiave reggae. Che nell’84 si fece truccare da puttana e sbattere sulla copertina dell’ellepì Love On The Beat. Al cantautore scomodo ed egocentrico, il pop dedica Monsieur Gainsbourg Revisited, album-tributo che segue omaggi commoventi come quelli di John Zorn e di Mick Harvey dei Bad Seeds. Il cast, ça va sans dire, è sulfureo e decadente come Serge avrebbe desiderato: dai dandies Marc Almond e Jarvis Crocker ai darkeggianti Portishead e Tricky; dalla femme fatale Marianne Faithfull agli esistenzialisti Michael Stipe e Cat Power.

Dopodichè via, fra le braccia di una viziosa perdizione con A Song For Sorry Angel (Sorry Angel) e Just A Man With A Job (Le poinçonneur des Lilas) che citano la new wave Anni ’80 con Franz Ferdinand, Jane Birkin e i Rakes; L’Hôtel (Hôtel particulier), che vede all’opera un irriconoscibile, superbo Michael Stipe; I Love You, Me Either (Je t’aime…moi non plus) che si traduce in un affaire lesbo con Cat Power e la modella Karen Elson; Lola R. For Ever (Lola rastaquouere), mirabile reggae arpionato da Marianne Faithfull e Sly and Robbie; Requiem For Anna (Un jour comme un autre – Anna), che i Portishead gestiscono con aplomb dark; Boy Toy (I’m The Boy), molto Soft Cell nelle corde di Marc Almond; I Just Came To Tell You That I’m Going (Je suis venu te dire que je m’en vais), che Jarvis Cocker e Kid Loco illuminano d’un purpureo easy listening; Au revoir Emmanuelle (Goodbye Emmanuelle), singhiozzo elettronico di Tricky. In tanta (dannata) bellezza, 2 stonature: l’uso dell’inglese anziché del francese e la conclusiva Those Little Things (Ces petits riens): Carla Bruni, la solita chitarrina, null’altro.

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