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Sparks – Hello Young Lovers (Gut/Goodfellas)

di Stefano Bianchi

Da 35 anni, gli americani Sparks dei fratelli Ron e Russell Mael (tastiere e voce) sono la parte più ludica e cabarettistica del pop. Assurti nel ‘74 agli onori del glam col brano rock & western This Town Ain’t Big Enough For Both Of Us (dall’ellepì Kimono My House), di quel movimento hanno incarnato l’anima più còlta insieme a David Bowie, Lou Reed e Roxy Music. Strada facendo, gli Sparks non hanno mai snaturato il loro identikit fatto di caricature technopop, sinfonie tascabili e intrecci vocali giostrati in falsetto.

Un estetismo ai confini del paradosso confermato da Hello Young Lovers, ventesimo disco della carriera anticonformista e fieramente underground dei Mael Brothers. Qui si punta dritto alla polpa, facendo interagire la potenza delle chitarre elettriche con l’aristocrazia di archi e pianoforte. Ne conseguono fughe metal-wagneriane (Dick Around), sguscianti melodie (Metaphor), folk fuori dagli schemi (Baby Baby Can I Invade Your Country), lo swing “rétro“ di Perfume e il pop romantico/melodrammatico di The Very Next Fight. Il botto finale, come da consuetudine “sparksiana”, è garantito dalle solenni sinfonie di As I Sit Down To Play The Organ At The Notre Dame Cathedral, con retrogusto di Queen e 10 c.c.


www.allsparks.com
www.gutrecords.com
www.goodfellas.it

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