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Beside Bowie The Soundtrack
Bowie & Ronno
Mick Ronson
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Beside Bowie: The Mick Ronson Story - The Soundtrack (Universal)

di Stefano Bianchi

Umore: CHITARRISTICO

Fra le tante dichiarazioni in memoria di Ronno – così veniva affettuosamente soprannominato Mick Ronson (1946-1993) – ce n’è una in particolare pronunciata da David Bowie che ne sintetizza l’eccezionalità: «Come duo rock, pensavo fossimo stati bravi come Mick Jagger e Keith Richards, o Axl Rose e Slash. In realtà, Ziggy Stardust e Mick Ronson si sono rivelati la miglior personificazione possibile del dualismo rock & roll». Se Bowie non avesse conosciuto Ronno – che nella natìa Hull aveva forgiato il proprio talento di chitarrista rock-blues – sarebbe ugualmente diventato Bowie? Certo, ma non “quel” Bowie: di The Man Who Sold The World, Hunky Dory, The Rise And Fall Of Ziggy Stardust And The Spiders From Mars, Aladdin Sane e il sottovalutatissimo Pin Ups. Dal 1970 al ’73, David l’estroverso e Mick l’introverso hanno combaciato alla perfezione. E il secondo ha contribuito a tracciare l’identikit musicale del primo. Beside Bowie: The Mick Ronson Story, il bel "biopic" diretto da Jon Brewer finalmente disponibile in Dvd e Blu-Ray, racconta l’unicità di questo “gregario” che nel ’74 la rivista Creem votò come 2° Best Guitarist. Al 3° posto, per la cronaca, si piazzò Eric “Slowhand” Clapton.

Conosciuto soprattutto come Spider from Mars accanto a David Bowie, Ronno ha snocciolato un curriculum lungo così. Fra le innumerevoli collaborazioni e produzioni discografiche spiccano quella con Lou Reed (in occasione dell'album Transformer), Ian Hunter (con e senza Mott the Hoople), Bob Dylan (il tour The Rolling Thunder Revue), Elton John, Michael Chapman, John Mellencamp e Morrissey (Your Arsenal). Più che logico, allora, che The Soundtrack di Before Bowie, prima retrospettiva ufficiale della sua carriera, inanelli insieme a All The Young Dudes e Heroes (magistralmente eseguite al Freddie Mercury Tribute del 20 aprile ’92) le perle "glam" Moonage Daydream, Cracked Actor e Time incise con Bowie; una memorabile versione di Madman Across The Water accanto a Elton John; Soulful Lady con Michael Chapman e Once Bitten, Twice Shy con Ian Hunter. Per quanto riguarda i dischi solisti, avrei voluto almeno un paio di estratti da Slaughter On 10th Avenue e da Play Don’t Worry, capolavori glam rock del ’74 e ’75. Ma tant’è, anche se va apprezzata l’inedita cover di This Is For You (da Play Don’t Worry) incisa da Joe Elliott, frontman dei Def Leppard. Si è preferito viceversa pescare da Heaven And Hull del ’94 (Midnight Love; la “dylaniana” Like A Rolling Stone intonata da Bowie) e da I’d Give Anything To See You e Hard Life, registrate nel ’76 ma pubblicate solo nel '99 in Just Like This. Infine, spetta a Mike Garson il compito di omaggiare il “guitar virtuoso” con l’inedito, acrobatico Piano Tribute To Mick Ronson.

www.mickronson.co.uk
 
 

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