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The Ooz
King Krule
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King Krule - The Ooz (XL Recordings)

di Cosimo Calogiuri

Umore: SMATERIALIZZATO

Da ascoltare dopo il tramonto – preferibilmente parecchie ore dopo – The Ooz di King Krule (al secolo Archy Ivan Marshall, londinese, classe 1994) esalta un talento realmente purissimo. «I miei gruppi di riferimento sono Talking Heads, Style Council, Roxy Music…», confida il giovane virgulto che è stato capace di creare col terzo lavoro discografico un suono e uno stile claustrofobicamente originali mixando art rock, metropolitan funk e lounge music da accompagnare con timbri vocali da crooner malato, diciamo uno Scott Walker prima dell’abisso.

Non aspettatevi d’incontrare brani fatti e finiti, ma piuttosto non-canzoni dove la melodia a volte esiste e a volte no; e se esiste viene smaterializzata, frullata quasi a caso con jazz, blues, rock ed elettronica che si mescolano producendo qualcosa che può apparire senza senso e solo dopo prolungati ascolti inizierete ad apprezzare davvero, dopo esservi rassegnati a cercare un senso in tutto ciò. The Ooz è un disco da piano bar caotico e fumoso, tra bianco e nero, che quando si colora lo fa solo con cromatismi sbiaditi e indefiniti. Un canzoniere quasi grottesco, difficile da spiegare perché è quasi impossibile capire ma che non deluderà le orecchie più fini: quelle che hanno rinunciato a logiche spiegazioni sonore affidandosi solo ed esclusivamente alle emozioni.

www.kingkrule.co.uk




 

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