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Gizmodrome Cd
Belew & Copeland
Gizmodrome
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Gizmodrome - Gizmodrome (earMUSIC)

di Cosimo Calogiuri

Umore: DIVERTITO

Se siete fra quelli che quando entrano in un bar per un caffè desiderosi di concedersi una pausa sfogliando il loro quotidiano sportivo preferito, ma poi escono al volo tappandosi le orecchie per colpa dell’orrida musica sparata a furor di decibels… questo è di sicuro l’album che fa per voi. Il 18 aprile scorso, mi trovavo non a caso al Blue Note di Milano per assistere al concerto di Adrian Belew, geniaccio della chitarra rock, architetto di sonorità estreme ma anche di struggenti melodie. Insomma, uno che ha lasciato tracce indelebili coi suoi dischi solisti e attraverso collaborazioni d’eccellenza (David Bowie, King Crimson e Talking Heads su tutti) e che dopo 2 ore di musica stratosferica scende dal palco e abbraccia con calore Mark King ("frontman" e bassista dei Level 42) e Stewart Copeland (batterista e fondatore dei Police), mi ha fatto intuire che qualcosa stava nascendo: i Gizmodrome.

Coordinati alle tastiere dall'ottimo Vittorio Cosma (Premiata Forneria Marconi), hanno preso rapidamente forma negli studi Officine Meccaniche del capoluogo lombardo registrando questo album di tutto rispetto prodotto da Claudio Dentes. Le parti vocali sono intestate interamente alla band, ma la voce solista e quella di Copeland: che non è esattamente un Sam Cooke, ma consente al disco di non venire scambiato per una “reunion” dei Level 42 e tantomeno una rimasterizzazione di Discipline, gemma di “crimsoniana” memoria, dove la voce di Belew la faceva da padrone. Sostenuti dai tappeti sonori di Cosma, i 3 geniacci si mettono con estrema spontaneità e senso del divertimento al servizio della collettività evitando inutili scorribande tecniche. Danno vita, cioè, a un “sound” solido e corposo in cui Copeland rinuncia a quei ghirigori percussivi che talvolta lo contraddistinguono, Mark King suona il basso in modo eccelso e senza quegli individualismi dovuti allo “slap style” e Belew produce un muro del suono chitarristico ordinato e senza sbavature. In buona sostanza, per dirla alla Copeland: «Se metti le persone giuste insieme nella stessa sala prove, succederanno di sicuro cose strane». E siccome per il sottoscritto (e per tutti gli appassionati della buona musica) le cose strane non sono mai abbastanza, ci auguriamo di vedere al più presto i Gizmodrome in tour. Perché il palco è sempre la dimensione ideale per quelli che danno del tu ai loro strumenti.

www.gizmodrome.net

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