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Priceless
De Berardinis in studio
Gianni De Berardinis
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De Berardinis è senza prezzo

di Gianni De Berardinis

Spesso mi è capitato di pensare: «adesso mi metto a cantare e a suonare un mio album solista». Mi è successo ogni anno, ma stavolta ho aperto gli occhi e c’era Priceless. Il mio primo disco. Il traguardo, un obiettivo, una corsa senza ostacoli. Un pezzo di vita che si è realizzato senza filtri né ragionamenti a tavolino. Un lavoro nato in modo molto naturale. È un premio, Priceless, che testimonia il mio amore per quella musica che mi nutre, mi circonda da sempre e verso la quale ho un debito di riconoscenza. Se mi volto indietro, vedo 300 chitarre che circolano per casa mia: tutte acustiche, di varie forme, che mi hanno portato fino a questo punto. Corde di chitarre che mi legano alla musica in modo molto più saldo di quanto abbia fatto un programma tv come Discoring, una radio nazionale come Rtl 102.5 o estera come la storica RMC. La musica è la tela e io sono il ragno. Un ragno a metà, dal momento che questo album è coprodotto da Andrea Rabuffetti che suona tutte le corde esistenti dando forma ai miei pensieri musicali. Con questo, inedito capitolo, voglio esprimere la mia passione, il mio entusiamo immutato, l’impegno per una cosa che amo e amerò sempre: la mia musica. I particolari, le sfumature di Priceless le lascio a voi. Io, invece, mi scopro pubblicamente superando i miei nodi; mi metto a nudo; canto le note che mi trasporta il cuore. Cantare, per me, è sempre stata la cosa più difficile. Quando canti non puoi mentire, il canto è lo specchio fin troppo fedele della tua personalità, un’occasione che ho sfruttato per capire a che punto ero del mio percorso.

Mi dicevo: «faccio un pezzo di strada nuova, faccio un disco coraggioso che non è per i mercati ma che realizzo solo per chi lo vorrà ascoltare». E pazientemente ci ho messo le mani. Ci siamo trovati in 2, a cercare di dare un senso a questa nuova esigenza. Più che un album, questo è il riassunto di 40 anni dedicati alle bands, ai power hits che ho lanciato in radio e che là ho provveduto a promuovere. Incidere un disco è apparentemente semplice; più complicato è fare in modo che sia il racconto sincero della tua vita. Di questi tempi in cui la musica sembra aver perso valore racchiudendo in sé un prezzo imposto di circostanza, mi sento di dover rilanciare un pensiero musicale romantico ripartendo da me stesso e da ciò che mi coinvolge istintivamente, naturalmente. Priceless mi ha divertito? Sì, come dico a tutti. Mi sono innamorato – e non solo artisticamente – di questo momento nuovo, di un’avventura musicale, dell’occasione. Ho inciso dischi con Kaballà, Massimo Bubola, Lucio Fabbri, Claudio Guidetti, Mark Harris e molti altri musicisti. Ho realizzato dischi importanti in tempi non sospetti: quando cioè mi dedicavo alla world music, alla lingua siciliana, al racconto poetico. Erano gli Anni ‘90. Non sono uno che fa dischi per mestiere; e non ho più avuto voglia di farne per tanti anni, per il semplice motivo che non avevo nulla d’urgente da dire. La musica di cui parlo è nel cuore. Spesso non finisce in classifica, ma rimane se è sincera. Posso anche comprendere chi, visti i tempi, per campare decide di mollare tutto e darsi ad altre professioni. Chiudono studi, riviste, clubs. I negozi di strumenti musicali finiscono online. Ma non si può mollare il colpo: anche se la vita da musicista non consente più di vivere come una volta, si deve e si può andare avanti con slancio e determinazione. Aiutare la musica significa creare nuovi, coraggiosi progetti fatti per chi sa ascoltare. Priceless mi pare tutto questo: niente di più, niente di meno. Provate ad ascoltarlo e ditemi se è vero come sembra. Dentro ci sono 4 mie canzoni e le altre sono omaggi ai grandi artisti che mi hanno influenzato. È sulle piattaforme digitali più importanti, è un’esperienza senza prezzo ed è un progetto di Giampaolo Abbondio.

Priceless

Open G, Heroes (David Bowie), Don’t Let It Bring You Down (Neil Young), Lullaby (The Cure), Have You Seen The Stars (Jefferson Airplane), Sunday Morning (The Velvet Underground), She Falls Like Rain, Greta, Can’t Find My Way Home (Blind Faith), Sutta lu mari (Kaballà), Andrea (Fabrizio De André), Satsong

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