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Street Rituals CD
Stone Foundation
Neil Jones
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Stone Foundation - Street Rituals (100% Records)

di Cosimo Calogiuri

Umore: CITAZIONISTA

Se vi sentite luddisti della musica, non avete mai scaricato 1 nota per principio, vi aggirate fra bancarelle dell'usato alla caccia di rari vinili canticchiando Butterfly Collection dei Jam, avete letto perlomeno 12 volte Alta Fedeltà di Nick Hornby, ma soprattutto se non sopportate i social networks, Steve Jobs e i ColdplayStreet Rituals degli Stone Foundation è il disco che fa per voi. Devo francamente ammetterlo, non è un album d’invenzioni: questi pezzi guardano a un solo genere ben preciso, il soul. Street Rituals, quindi, è citazionista fino all'ossessione. E se vi siete riconosciuti nella “intro” di questa recensione, lo ascolterete fino alla nausea.

Ogni cosa qui dentro è al suo posto: i fiati fanno i fiati veri, gli archi sono archi veri e tutti gli altri suoni caldi, eleganti e raffinati fuoriescono da strumenti imbracciati da esseri umani. Zero elettronica, campionamenti e quant'altro. Il tutto pilotato dalla suadente voce di Neil Jones, che ha composto i brani insieme al potente bassista Neil Sheasby fatta eccezione per The Limit Of A Man e The Colour Of…, scritti da Jones, Sheasby e (tenetevi forte) Paul Weller che produce anche l’album. Il Mod Father, nei pezzi, suona chitarra e pianoforte duettando la sua voce con quella di Mr. Jones e cantando in solitaria Your Balloon Is Rising. E sono brividi veri. Tanto per non farsi mancare nulla, Street Rituals ospita anche 2 autentiche leggende della soul music: William Bell (nel brano Strange People) e Bettye LaVette (in Season Of Change). Spegnete il computer, organizzate una cena fra veri amici e scegliete Street Rituals come soundtrack. Successo garantito.

www.stonefoundation.co.uk

Foto: © John Coles
 

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