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Intoxicated Women
Mick Harvey
Serge Gainsbourg & Brigitte Bardot
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Mick Harvey - Intoxicated Women (Mute)

di Stefano Bianchi

Umore: PARIGINO
 
Da quando è diventato solista, è la quarta volta che s’immedesima anima e corpo con Serge Gainsbourg (1928-1991). L’ultima volta, giura Mick Harvey, che rende magistralmente omaggio al genio vizioso e depistante del parigino reinterpretandone in inglese i pezzi di culto: quelli più sgualciti, più sensuali, per certi versi space age pop e dark. L'histoire inizia nel ’95 con Intoxicated Man, per poi proseguire con Pink Elephants (’97) e Delirium Tremens (2016). Per il polistrumentista australiano che ha fondato The Boys Next Door, The Birthday Party e The Bad Seeds con Nick Cave, le 15 rivisitazioni di Intoxicated Women riguardano invece quei duetti e quei brani composti da Gainsbourg perlopiù negli Anni ’60, quando la sua attenzione ebbe modo di concentrarsi su interpreti femminili quali Brigitte Bardot, France Gall e Juliette Greco. «Dopo le registrazioni iniziali di Delirium Tremens», precisa Harvey, «ho avuto la fortuna di scoprire duetti e pezzi che non avevo mai ascoltato prima: 2 canzoni, in particolare, che Gainsbourg interpretò esclusivamente in televisione: La noyée, che ho reintitolato The Drowned One e cantato con Jess Ribeiro; e Dents de lait, dents de loup (diventata Baby Teeth, Wolfy Teeth) per la quale ho voluto come partner mio figlio Solomon».
 
Conosciutissime, al contrario, Je t'aime… moi non plus e Contact: la prima, cantata da Gainsbourg con Brigitte Bardot e in seguito con Jane Birkin; la seconda, eseguita con la Bardot, vengono riproposte coinvolgendo la tedesca Andrea Schroeder (Ich liebe dich... ich dich auch nicht) e la coppia formata da Channthy Kak e Xanthe Waite. Le altre perle, che ripropongono queste interpreti aggiungendo le altrettanto maiuscole voci di Sophia Brous e Lyndelle-Jayne Spruyt, vanno da Prévert's Song (Chanson de Prévert) a The Eyes To Cry (Les yeux  pour pleurer); da The Homely Ones (Les petits boudins) a God Smokes Havanas (Dieu est un fumeur des havanes). Il degno epilogo, jazzisticamente vellutato e atonale, è Cargo Cult. Solitarie "spoken words" di Mick Harvey. Chapeau. Come tutto il resto.

www.mickharvey.com

Foto: © Lyndelle-Jayne Spruyt
 

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