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Fragments Of A Rainy Season CD
John Cale by Abby Portner
John Cale by Bibi Borthwick
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CoolRewind - I migliori dischi della storia del Rock: John Cale - Fragments Of A Rainy Season (1992-2016, Domino)

di Stefano Bianchi

Umore: UNPLUGGED

Nel 1992 John Cale abbandona temporaneamente il cortocircuito rock favorendo un ritorno alle proprie classicheggianti radici. Lo fa in concerto con Fragments Of A Rainy Season – finalmente ristampato in 2 Cd e 3 Lp – esibendosi solitario e “unplugged” prima che il termine risulti gettonatissimo a metà Anni ’90. Fra Parigi, Bruxelles e Stoccarda, si sbizzarrisce in 20 suoi pezzi di culto che spaziano dal repertorio estetico/decadente dell’album Paris 1919 transitando attraverso le tossine glam di Fear e Slow Dazzle, fino alle rarefazioni di Music For A New Society e agli aciduli sperimentalismi di Artificial Intelligence. Zero band alle spalle, Cale viaggia solo con un pianoforte Steinway, una viola e una chitarra acustica al seguito. Tutto solo, a rammentare un grande passato (primi 2 ellepì dei Velvet Underground inclusi) dii tante luci e pochissime ombre.

Quando le sue dita si mettono a tartassare la tastiera e la voce si sovraccarica di nevrastenìe, ecco la nuova versione-capolavoro di Heartbreak Hotel (Elvis Presley) e le sublimi riesecuzioni di Darling I Need You, Guts, Fear (Is A Man’s Best Friend) e The Ballad Of Cable Hogue. Quando viceversa il canto si acquieta e la chitarra cesella trame essenziali, non si può non provare brividi di nostalgia riascoltando Chinese Envoy, (I Keep A) Close Watch e una mai così attuale Hallelujah del compianto Leonard Cohen: esempi di classe immutata, che non si spinge mai sopra le righe né deborda in uno stucchevole virtuosismo. E quando il gallese rende omaggio con Style It Takes alla memoria di Andy Warhol, gli applausi si trasformano in calde ovazioni. Se il primo Cd si ribadisce memorabile, il secondo è un’imperdibile chicca per intenditori che mette in fila 8 “outtakes”: una doppia versione (la seconda “with strings”) di Fear (Is A Man’s Best Friend); Amsterdam e Broken Hearts ad alto tasso di neoromanticismo; una superlativa I’m Waiting For The Man; ancora Heartbreak Hotel, ma con gli archi; Paris 1919 e Antarctica Starts Here, di nuovo con l’inseparabile viola.

www.john-cale.com

Foto: © Abby Portner
© Bibi Borthwick
 

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