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Masayoshi Sukita: Icons

di Stefano Bianchi

Tutti e 3, insieme, sono stati la polpa succosa del Glam Rock. Masayoshi Sukita li ha fotografati e 30 di quei ritratti (in diversi formati) sottolineano Icons, la mostra bolognese che rende omaggio a David Bowie, Iggy Pop e Marc Bolan. «Devi conquistarti la fiducia del soggetto, anche se non l’hai mai incontrato prima», ha dichiarato il fotografo giapponese. «È questo il principio base della fotografia: che si tratti di David Bowie o di Ray Charles». Nel 1972 Sukita è a Londra per immortalare Marc Bolan (splendidi gli scatti che ritraggono il “singer-songwriter” dei T. Rex com’è giusto e doveroso che sia: da padre fondatore del “glam”).
 
Grazie alla stilista Yasuko Takahashi, in quel soggiorno ha modo di conoscere Bowie e di ritrarlo post Ziggy Stardust spettacolarmente abbigliato da Kansai Yamamoto. Dopodichè lo cattura in tutto il suo talento mimico/robotico per la copertina dell'ellepì Heroes (’77) e in altre immagini tratte dal medesimo “shooting” dove «lui si muoveva in continuazione, cambiava espressioni, voleva esprimere la sua energia. Io ci vedevo anche un pizzico di follia, di surrealismo…». Fra il ’76 e il ’77 Sukita è a Berlino mentre Bowie sta producendo The Idiot, il primo disco solista di Iggy Pop. Ed ecco che l’obiettivo coglie l’Iguana in tutto il suo camaleontismo: non solo in quel biennio ma anche negli anni successivi. Intrappolando i suoi muscoli guizzanti, fino all’ultima ruga possibile e immaginabile. 3 icone, dunque. Ben lontane dal concetto mordi-e-fuggi della fotografia rock. Immerse nell’Arte, semmai. Per esclusivo merito di Sukita.

Masayoshi Sukita
Icons
Fino all’1 ottobre, ONO arte contemporanea, via Santa Margherita 10, Bologna
tel. 051262465


www.onoarte.com

Foto: David Bowie, V-2 Schneider
Iggy Pop, Just A Modern Guy
Marc Bolan, Teenage Dream
© Photo by Sukita
 

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