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Live 2015
Live 2015 Full Packaging
Bryan Ferry by Matthew Becker
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Bryan Ferry - Live 2015 (DJE Ltd)

di Stefano Bianchi

Umore: SARTORIALE
 
Bryan Ferry, che di anni ne sta per compiere 71, è come certi abiti cuciti su misura. Non sgualcisce mai, nemmeno sotto al diluvio universale. E le canzoni che ha scritto, con e senza Roxy Music, sono di moda anche se dovrebbero essere fuori moda. Ma la classe non è acqua, per questo dandy che in curriculum non aveva ancora un disco dal vivo. Detto e fatto: registrato a Blackpool, Bruxelles, Bristol, Monaco di Baviera, Oxford e Manchester, Live 2015 è la prima testimonianza concertistica in 43 anni d’onorata carriera solista (debutto nel 1973 con These Foolish Things, a 1 anno dal battesimo coi Roxy Music) ed è disponibile solo su www.bryanferry.com e nelle date dell’Avonmore Tour che si concluderà il 13 ottobre a Gent, in Belgio. I 26 brani in scaletta (su 2 Cd) rispecchiano fedelmente il “full set” eseguito nelle tappe dello scorso anno e vedono Bryan Ferry affiancato da Neil Hubbard e Jacob Quistgaard (chitarre), Jimmy Sims (basso), Paul Beard (tastiere), Luke Bullen (batteria), Jorja Chalmers (sassofoni, tastiere), Lucy Wilkins (violino), Fonzi Thornton, Bobbie Gordon e Rhianna Kenny (cori), Natalia Bonner (violino in Can’t Let Go) e Waddy Wachtel (chitarra in Can’t Let Go e He’ll Have To Go).
 
Si comincia con la funkeggiante Avonmore per finire con la “roxyana” Editions Of You. Fra l’una e l’altra, un vero e proprio jukebox di delizie: si va dai successoni (Slave To Love, Avalon, More Than This) alle maiuscole rivisitazioni di pezzi altrui (Smoke Gets In Your Eyes di Otto Harbach & Jerome Kern, Jealous Guy di John Lennon, Don’t Think Twice, It’s All Right e Bob Dylan’s Dream del cantautore di Duluth); dai primi capolavori avanguardistico/rockettari dei Roxy Music come Virginia Plain, Ladytron, Do The Strand e If There Is Something, a una coppia di gioielli solistici come Bête Noire e Can’t Let Go, sino all’ineguagliabile funky di Love Is The Drug e a un altro bel tris pescato da Avonmore (Loop De Li, Driving Me Wild, One Night Stand). L’impronta vocale del piacione britannico è da sempre, per tutti, “elegante e seduttiva”. Ma ora che il tempo ha inevitabilmente smorzato certi timbri, il “crooning” ci ha guadagnato in spessore, morbidezza, persuasione. E alla fine sono applausi a scena aperta, per questo Live 2015 che non fa una grinza. Come lo sciccoso “look” di Mr. Ferry.
 
Foto: © Matthew Becker
 

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