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Hollywood Vampires
Paul McCartney & Alice Cooper
Alice Cooper Johnny Depp Joe Perry
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Hollywood Vampires - Hollywood Vampires (Universal)

di Stefano Bianchi

Umore: ALCOLICO
 
Alice Cooper, nel 1972, pubblica School’s Out entrando di diritto (col suo boa constrictor) fra i notabili del glam rock. Dopodichè a Los Angeles, sul Sunset Strip, al primo piano del Rainbow Bar & Grill s’inventa gli Hollywood Vampires contando sul suo tasso etilico e le sbronze di bourbon whiskey di chi passa da lì. Vanno e vengono John Lennon, Ringo Starr, Harry Nilsson, Keith Moon degli Who, Bernie Taupin…  Chi si strafà di alcol è il benvenuto, in questo club degli alcolisti (tutt’altro che) anonimi. E quando l’adrenalina è sobria, hai visto mai che non ci scappi una “jam session” in compagnia? Il 16 e 17 settembre 2015, Alice riesuma gli Hollywood Vampires sul palco del Roxy Theatre. Con lui, alle chitarre, ci sono Johnny Depp e Joe Perry degli Aerosmith. Il resto della formazione è variabile: dipende dai pezzi in scaletta. Si avvicendano Marilyn Manson, Duff McKagan, Matt Sorum, Tom Morello, Tommy Henriksen. Tutti insieme, sobriamente, rendono omaggio alle rockstars passate negli Anni ’70 a miglior vita.
 
Nata la superband, tocca all’album d’esordio (prodotto da Bob Ezrin: avete presente Berlin di Lou Reed e The Wall dei Pink Floyd?) che vede aggiungersi ai 3 (nota bene: Alice Cooper ha ancora una voce che mamma mia) un va-e-vieni di pluridecorati musicisti e cantanti alle prese con “covers” di lusso + 2 inediti: l’iniziale Raise The Dead (introdotta dalla voce cavernosa di Christopher Lee) e la conclusiva, cabarettistica My Dead Drunk Friends. Paul McCartney, tanto per dire, si misura con quella Come And Get It composta nel ’69 per i Badfinger; Zak Starkey (figlio di Ringo Starr) suona la batteria in una stratosferica My Generation degli Who e in una maiuscola Manic Depression di Jimi Hendrix; Five To One/Break On Through (To The Other Side) dei Doors, vede fra le chitarre proprio quella di Robbie Krieger. Che ci volesse poi una medaglia “glam” da appuntare sul petto di questi eroi, è Jeepster di Marc Bolan dei T. Rex intonata dal buon Alice. E fra Itchycoo Park degli Small Faces e I Got A Line On You degli Spirit, i capolavori sono School’s Out intrecciata con la “pinkfloydiana” Another Brick In The Wall (Slash alla chitarra) e la “zeppeliniana” Whole Lotta Love con l’ugola d’acciaio di Brian Johnson (AC/DC) e la chitarra di Joe Walsh (Eagles). Ci sono quintali di hard rock spezzettato con la psichedelìa in questo album che diverte e si diverte. Che non puzza di whiskey e tantomeno di marchette. Ce ne fossero più spesso, di dischi così.
 
 
 
Foto: © Todd Nakamine
 

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