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Keith Jarrett. Un ritratto

di Peppo Delconte

Distinguere fra “momenti” e “attimi”, può sembrare un'operazione logica molto sottile. Ma in qualche modo si giustifica se a proporla è un cacciatore d’immagini acustiche come Roberto Masotti, da molto tempo uno dei più apprezzati testimoni della scena musicale internazionale. Per lui l'attimo è quello dello scatto di ogni singola foto, mentre il momento rappresenta molto di più: quasi una stagione, un passaggio storico nel percorso professionale di un musicista. Per mettere a fuoco i momenti di una carriera bisogna coltivare un rapporto di lunga data con il soggetto in questione. E Masotti lo ha fatto spesso con numerosi protagonisti della musica contemporanea, senza distinzione di generi: da Arvo Pärt a John Cage; da Demetrio Stratos a Keith Jarrett. A quest'ultimo ha ora dedicato uno splendido volume fotografico, Keith Jarrett. Un ritratto, che parte dai primi incontri con il pianista di Allentown (1969 a Bologna con il suo trio; ‘71 a Berlino e a Milano con il gruppo di Miles Davis; ‘73 a Bergamo con l'American Quartet) e arriva fino al Festival Jazz 2009 tenutosi a Ravenna, città natale di Roberto. Inoltre a Jarrett ha già dedicato una mostra fotografica nel ‘95 a Monaco di Baviera e lo ha seguito nei suoi passaggi al Teatro alla Scala di Milano, dove per molti anni è stato fotografo ufficiale insieme alla moglie Silvia Lelli.

La multiforme personalità di questo straordinario pianista e l'inconfondibile presenza scenica sembrano fatte apposta per stimolare un lungo racconto per immagini, che Masotti sviluppa attraverso scatti che lo colgono sul palco, nelle prove, negli studi di registrazione, nelle conversazioni coi colleghi, nelle passeggiate alla scoperta delle diverse città in cui si esibisce. Un racconto visivo che può completarsi con l'ascolto progressivo degli album che testimoniano la sua evoluzione: dagli esordi ai dischi con l'etichetta tedesca ECM. Viene persino da chiedersi se questo libro va posto nella sezione dell'orecchio o in quello dell'occhio. O forse meglio in tutti e 2... Inoltre si tratta di un autentico racconto d'autore. Lo sguardo di Masotti è insieme indagatore e inventivo: penetra nella psicologia del musicista, ma lo cala anche negli ambienti che fanno da fondale creando interrogativi, poetiche sospensioni, presenze e assenze inattese (come nei magnifici dittici, uno dei quali utilizzato per la copertina del libro). Nel breve scritto finale, l'autore confessa un rimpianto: nonostante l'amico pianista lo abbia più volte invitato, non è mai riuscito ad andare nell'Oregon a fotografarlo nel suo ambiente casalingo. Conoscendo la profonda attenzione di Roberto per la natura oltre che per la musica, dovrà per forza rimediare a questa mancanza e aggiungere un nuovo capitolo alla saga di Keith Jarrett.

Roberto Masotti, Keith Jarrett. Un ritratto, Arcana Edizioni, Collana Arcana Jazz, 176 pagine, € 35

www.arcanaedizioni.it

Foto: La Scala, 2007
Venezia, 2001
© Roberto Masotti

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