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Artisti Vari – Un tipo atipico #tributoivancattaneo (Soter/Believe Digital)

di Salvatore De Falco

Umore: SENZATEMPO

Un disco-tributo alla canzone d’autore di Ivan Cattaneo, in occasione del suo quarantennale di carriera, non poteva essere concepito in modo soltanto “discografico”: mettendo cioè insieme brani da far reinterpretare ad altre voci. Con Ivan Cattaneo non si può essere così leggeri, giacchè il suo è un “background” di tutto rispetto con tanto di formazione artistica in grado di spaziare in ogni campo della cultura. Ivan viene spesso ricordato per le famigerate “covers Anni ‘60” che lo proclamarono principe delle classifiche di vendita; e per il “modernariato salva-crisi-del-disco” negli Anni ‘80. In realtà la sua caratura artistica si è formata nella Swinging London dei primi Anni ‘70, si è contaminata col rock e l’elettronica, si è rivestita di glam e provocazioni assortite per poi irrompere nell’Olimpo dei cantautori con irriverenza. L’industria discografica prima e lo “star system” dopo, hanno deciso cosa bisognava sfruttare di un alieno simile per battere cassa e catturare pubblico; ma la natura dell’artista è rimasta pura, istintiva, creativa. Le interferenze subìte l’hanno solo costretto ad allontanarsi per un bel po’ dall’industria della musica, ma non dalla musica. Quindi, un disco-tributo diventa l’occasione per riscoprire il suo cantautorato: anche quello più “estremo”, reinterpretato da alcuni colleghi altrettanto puri e da voci emergenti che stanno già facendosi strada nel percorso tortuoso della musica italiana. Non è stato applicato il metodo Dada di Tristan Tzara né quello del Dottor Frankenstein, entrambi tanto cari a Ivan nelle sue operazioni di “collages” artistici e musicali.

Il progetto di ridare luce alle canzoni dimenticate e messe in ombra dal grande successo ottenuto come interprete di “covers” meritava grande attenzione e dovizia di particolari. Il suo primo decennio (seppur spontaneo, naturale, istintivo) è stato comunque sofferto: vuoi per pionierismo, vuoi per ostruzionismo al nuovo e al diverso, vuoi perché si è scontrato con il piacevole ma pericoloso “incidente revival”. Bisognava ridargli giustizia, dunque, e riaprire la gabbia dove era stato rinchiuso. E allora via libera ai brani di UOAEI, Primo secondo & frutta (Ivan compreso), SuperIvan, Urlo e Ivan il terribile. In Italia non si era mai vista una creatività simile di stile, composizione, tematica. Musica dinamica, la autodefiniva lui. In movimento e in mutamento. Ancor prima che con il “revival”, il buon Cattaneo ha anticipato le intenzioni di alcuni blasonati colleghi, attingendo dalla letteratura internazionale d’ogni tempo citazioni per inserirle nei propri testi. Un tipo atipico (la cui parte del ricavato dalle vendite va ai progetti di Amnesty International Italia di cui ricorre il quarantennale) è Ivan Cattaneo, anche se interpretato da altre voci. In questo progetto che lo vede soltanto introdurre con chitarra e voce gli artisti che lo rivisitano, c’è il primordiale Cattaneo e le sue pure elucubrazioni musicali e cantautorali. C’è il primo e vero Ivan Cattaneo il quale, anche in un’operazione del genere, risulta ultramoderno e addirittura in linea editoriale col “sistema” radiofonico, se solo l’attuale sistema lo volesse. Le sue canzoni, in questo caso, sono state volutamente ripulite (in buona parte) dall’ermetismo pionieristico che le caratterizzava, anche perché non avrebbe avuto senso emularlo. Lo scopo, semmai, era mettere in luce la sua firma d’autore, renderla vivibile su bocche, voci, stili e arrangiamenti. Il risultato è uno di quei dischi che (anche solo per curiosità) riesci ad ascoltare dall’inizio alla fine. Qualcuno ha scritto e affermato che non succedeva da tempo. Grazie a Ivan Cattaneo, alla sua musica e agli artisti che l’hanno reinterpretato (dalla Banda Oriris a Garbo, passando per i Montefiori Cocktail, Helenavelena, Ottodix, Susanna Parigi, Porfirio Rubirosa e Diana Tejera) l’operazione è riuscita anche in questo.
 
www.ivancattaneo.it

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Rielaborazioni fotografiche: Luigi Conte


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