Coolmag - music

Postcards From Paradise
Ringo & New Guitar
Ringo Starr
home - music




Ringo Starr - Postcards From Paradise (Universal Music)

di Gabriele Paoli

Umore: IRONICO

È trascorso mezzo secolo da quando Ringo Starr, in una delle sue prime interviste come Beatle, dichiarò di essere un fan di Beethoven… «Specie delle sue poesie»! Per tutto questo tempo, comunque, ha “regnato” come uno dei saggi più amati del rock & roll. Adesso, Sir Richard Starkey torna sulle scene discografiche con Postcards From Paradise, 18° album da solista. La sua vena creativa non è certo paragonabile a quella degli ex compagni d’avventura, ma le sue canzoni (incluse le poche scritte nel periodo Beatles) ne riflettono il carattere un po' sornione offrendo temi orecchiabili e di facile presa per chi lo considera da sempre il Fab Four più simpatico e alla mano. Affermare infatti che Ringo sia stato un grande paroliere sarebbe un eufemismo, considerando il fatto che una delle migliori canzoni composte per il quartetto di Liverpool (Octopus’s Garden, da Abbey Road, 1969) tratta di un polipo che nuota nell’oceano…

La sua vena ironica e talvolta “no sense” riempie anche il nuovo disco e proprio il brano Not Looking Back, col suo testo quasi assurdo, lo dimostra. E se il pezzo iniziale Rory And The Hurricanes (tributo alla sua band pre-Beatles all’epoca del Merseybeat) e la tipica ritmica di allora sembrano voler farci ricordare il passato remoto, la gran parte di Postcards From Paradise rievoca stranamente un’epoca del tutto diversa: gli Anni ’80. Coi suoi sintetizzatori un po’ “pacchiani”, i finti fiati e il ritmo reggae di Right Side Of The Road, nonchè il monotono funk bianco quasi “belato” di Bamboula, questo disco sembrerebbe infatti composto da “outtakes” registrate 30 anni fa. D’altronde la tendenza di Ringo è sempre stata quella di rianimare il suo passato storico in musica; ma raramente era riuscito a colpire con una tale combinazione vincente di fantasia e ricordi, intrecciando in ogni strofa titoli noti e citazioni di brani “beatlesiani” (in certi casi in modo impeccabile, in altri con maliziosa stravaganza) con un “groove” infinitamente piacevole. Momento significativo: dopo la strofa “I’ll love you when I’m 64”, il quasi 75enne Ringo aggiunge una risatina complice. Prodotto negli studi di Los Angeles con la partecipazione di grandi musicisti fra cui Steve Lukather, Todd Rundgren, Gregg Rolie, Joe Walsh, Peter Frampton e Dave Stewart, questa collezione di "cartoline dal Paradiso" rispecchia in buona sostanza l’abbraccio “easy” alla sua fama (talvolta sopravvalutata) lasciando per fortuna da parte ogni tentazione mitologica o sdolcinata.

www.universalmusicenterprises.com

www.ringostarr.com

Foto: © 2015 Universal Music Enterprises. All right reserved


stampa

coolmag