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Chasing Yesterday
Noel Gallagher
Ballad Of The Mighty I
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Noel Gallagher's High Flying Birds - Chasing Yesterday (Sour Mash)

di Cosimo Calogiuri

Umore: MATURO
 
Diciamoci la verità: Noel Gallagher è vittima di un forte pregiudizio da parte della critica e anche di una parte consistente di appassionati che lo definiscono in modo superficiale (sin dai suoi esordi con gli Oasis) come “quello che copia i Beatles”. È a questi sapientoni che voglio chiedere: da chi dovrebbe trarre ispirazione un musicista nato nel 1967 a Manchester e cresciuto ascoltando, respirando e mangiando Who, Kinks, Beatles e Rolling Stones? Ma soprattutto, a cosa dovrebbe somigliare la sua musica: a un coro dell'Armata Rossa? Ai suoni delle Ande? A un valzer viennese? Siamo onesti, suvvia. Somigliare ai Fab Four (e agli altri grandi sopracitati) per Gallagher non è una colpa ma semmai un merito. E Chasing Yesterday è un disco magnifico. Dopo essersi tolto di mezzo il fratello/fardello LiamLa persona più cattiva che io conosca. Un uomo con la forchetta in un mondo di minestra»), la testa pensante degli Oasis ribadisce la piena maturità e un’eccellente vena compositiva, pari al precedente album solista High Flying Birds (2011) e ai primi 2 dischi marchiati Oasis: Definitely Maybe (‘94) e (What’s The Story) Morning Glory? (‘95).
 
Classe maiuscola, nonché aperture melodiche di grande respiro, hanno prodotto canzoni che rapiscono fin dal primo ascolto (Riverman), struggenti ballate dall'inevitabile impronta “gallagheriana” (The Girl With X-Ray Eyes; The Dying Of The Light) ma anche tanto Oasis (Lock All The Doors; You Know We Can’t Go Back). Poi c’è eleganza negli arrangiamenti e nei suoni (The Right Stuff), ci sono la “rollingstoniana” The Mexican e Ballad Of The Mighty I, pezzo conclusivo e pietra angolare dell’intero lavoro. E nella doppia Deluxe Edition trovate Do The Damage, “opening act” del favoloso concerto al Fabrique di Milano del 14 marzo scorso. Notte di passione (tanta), sudore (tantissimo) e rock and roll a fiumi. Quindi, se volete ascoltare del buon rock inglese dovete rivolgervi ai ragazzi dei Sixties: sono ancora loro a sventolare il vessillo. Se poi volete fare un confronto, potete sempre ascoltare un disco dei Kaiser Chiefs insieme all’abrasivo commento di Noel («Mi sono drogato per 18 anni ma non mi sono mai conciato così male da pensare: sai una cosa? Sono proprio bravi i Kaiser Chiefs!»), o degli Arctic MonkeysPreferirei bere petrolio direttamente dalla boccetta di un'officina, piuttosto che leggere un'intervista ad Alex Turner. Voi no?»). Forse peccherà di superbia, ma Gallagher è un grandissimo. Se volete togliervi anche l’ultimo dubbio, procuratevi i biglietti del suo tour estivo: 6 luglio a Milano (Assago Summer Arena), 8 a Piazzola sul Brenta (Hydrogen Festival), 9 a Rock in Roma. Dopo sará tutto più chiaro.

www.noelgallagher.com
 

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