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Una cometa di sangue
Andrea Tich
Andrea Tich e Maurizio Marsico
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Andrea Tich & Le Strane Canzoni – Una cometa di sangue (Interbeat)

di Peppo Delconte

Umore: VISIONARIO

Da quale pianeta è tornato fra noi questo ragazzo degli Anni ‘70, sparito all’improvviso senza lasciare altri segnali dopo averci lasciato senza troppo rumore un assaggio di coraggioso alternative pop? Per chi non se ne ricorda, Andrea Tich aveva firmato un provocatorio album d'esordio, Masturbati, prodotto da Claudio Rocchi per la Cramps di Gianni Sassi. Poi, con Milano – Città nella città, la collaborazione del 1991 col compositore d'avanguardia Maurizio Marsico. Quindi il buio (quasi) totale di una notte lunghissima fino a quando, per dirla con il verso di una sua canzone, “il silenzio ha pensato di cantare”. In realtà, Tich non aveva mai interrotto la sua ricerca cantautorale: si trattava di riprendere in mano tutto il materiale accumulato, riarrangiarlo e, con l'aiuto di pochi amici, arrivare alla realizzazione di Siamo nati vegetali (2010) e ora del doppio Una cometa di sangue con ben 24 brani che formano una specie di diario in musica e versi.

La tendenza a non perdere nessuna traccia di vissuto (che è tipica dei diari) spinge qua e là a qualche eccesso e a qualche riferimento di troppo, comprensibile d'altronde per un compositore cresciuto in pieno “boom” dell'elettronica e della psichedelìa, nella venerazione di Frank Zappa e del primo Franco Battiato. Ma nel complesso si tratta della testimonianza sincera di un artista sempre lontano dalle strade più convenzionali come dalle operazioni nostalgia. Fra i pezzi, alcuni si fanno preferire per intensità e originalità (Biodiversi, Parallasse secondo me, Siamo soli più che mai, Se un giorno vedrai, Strade di città). Ma dopotutto è una questione di gusti personali. Per cogliere al meglio il significato di questo lavoro discografico, è invece consigliabile un ascolto rilassato dell'intero percorso senza farsi prendere dal demone della selezione. Lasciar scorrere, insomma, il fiume d'immagini e suoni e scoprire come di tanto in tanto si rompe il cristallo della normalità, aprendosi a visioni interstellari e a verità disperate. Così l'autore si rivela anche come interprete, con quella sua voce fragile e nuda (a dispetto dei filtri e degli effetti sonori). Una voce disarmata, che si muove con discrezione fra sogno e quotidianità.

www.snowdonia.it

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www.tich.it
 

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