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CoolRewind - I migliori dischi della storia del Rock: The Jam - Setting Sons (1979, Universal Music)

di Cosimo Calogiuri

Umore: DINAMICO
 
Domanda maligna: quali dischi del 2014 celebreremo in “deluxe edition” nel 2037? Forse Rihanna? Shakira? Il rhythm & blues plastificato di Michael Bublé? James Blunt? Non ci voglio pensare: è un problema che lascio più che volentieri ai posteri. Per fortuna siamo nel 2015 e celebriamo come si deve The Jam: fondati – vale la pena ricordarlo – da Paul Weller (chitarra e voce) con Bruce Foxton (basso) e Rick Buckler (batteria). Quello che si nota al loro debutto è la “dipendenza sonora” di Weller per quei gruppi del passato (Beatles, Kinks, Who) ingiustamente snobbati dal movimento punk. Tant’è che dopo il clamoroso esordio con l’ellepì In The City (1977) seguito lo stesso anno da This Is The Modern World, nel ‘78 incidono il disco più efficace e dinamico della prima parte della loro carriera: All Mod Cons. Dopodichè, nel ’79, è la volta di Setting Sons: balzato al quarto posto delle “charts” inglesi e tutt’altro che disco di passaggio (è troppo bello per esserlo). Semmai è un album di raccordo che stempera, ma solo leggermente, la furia R&B filo punk delle prime 3 incisioni volgendo lo sguardo in maniera forse timida ma convinta verso orizzonti più soul e black music con perle come la strepitosa “cover” di Heat Wave (autori Holland-Dozier-Holland, interpreti Martha and the Vandellas).

La band è talmente creativa e ricca di idee da concedersi il lusso di escludere dalla scaletta autentici gioielli pubblicati solo a 45 giri: l’ineguagliata Going Underground che trovate in 2 versioni, una delle quali furiosamente “live”; e poi Strange Town, When You're Young e la struggente Butterfly Collector all’epoca addirittura posizionata come B-side. Brani che sono racchiusi nell'elegante Deluxe Edition con l’aggiunta di BBC In Concert/Live At The Rainbow Theatre, London/1979; ma di Setting Sons c’è anche la Super Deluxe Edition, con autentici brividi in Cd e Dvd: Live At The Brighton Centre, UK/1979; The Peel Sessions; BBC Top Of The Pops… Nella “tracklist” mi piace soprattutto ricordare Smithers-Jones, composta da Bruce Foxton, con Paul Weller che canta accompagnato da un sublime quartetto d'archi; Thick As Thieves, che è impossibile ascoltare stando seduti; l'elegante e malinconica Wasteland; la maestosa Private Hell. Insomma, pur avendo 26 primavere sulle spalle, Setting Sons non teme l’usura del tempo: perché non ne ha bisogno, ma sta coi piedi ben saldi nel presente e si rivelerà per le prossime generazioni un disco di riferimento per chi vorrà fondare una band. Inchinandosi al cospetto dei Jam, maestri d’energia pura.

www.universalmusic.it

www.paulweller.com/thejam.php
 

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