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Atlantic Soul Legends
Howard Tate
Sam Dees
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Atlantic Soul Legends (Atlantic Records)

di Cosimo Calogiuri

Umore: ETERNO

Quando mi è stato proposto di recensire questo mitico box, un sussulto d’orgoglio mi ha spinto ad esclamare di sì. Poi, ripensandoci, mi sono detto: come faccio a recensire in una volta sola non 1 ma 20 dischi tutti insieme? Non ellepì qualsiasi, ma i migliori della Soul Music incisi per la mitica Atlantic e dalla stessa etichetta discografica selezionati. Inutile rinunciare, ho preso un impegno e ci provo. Le prime 2 parole che mi vengono in mente sono evoluzione ed eternità. Partendo da What I'd Say di Ray Charles (1959), passando per Booker T. & The MG’s con l’epocale Green Onions (‘62) fino a Howard Tate dell’omonino “singer & songwriter” (‘72) si comprende alla perfezione il senso del vocabolo "soul": parola dall'ampio significato (come "jazz", d’altronde) che sottintende evoluzione e studio, una miriade di suoni e colori, tendenze variegate e disparate, a volte lontanissime fra loro.

E perchè eternità? La spiegazione è più semplice: in questo cofanetto dei miracoli ci sono autentici capolavori che hanno lasciato una traccia indelebile nella storia della musica moderna. E la lasceranno per i secoli a venire: perchè a meno di una guerra nucleare, non potranno mai cadere nel dimenticatoio. Sing Soul di Otis Redding (’65), Lady Soul di Aretha Franklin (’68), When A Man Loves A Woman di Percy Sledge (’66), The Show Must Go On di Sam Dees (’75) e via discorrendo… Insomma, evoluzione ed eternità. Cioè, lo ribadisco, storia della musica.

www.atlanticrecords.com


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