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The Apple Years 1968-75
Box The Apple Years
Electronic Sound
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George Harrison - The Apple Years 1968-75 (Universal)

di Gabriele Paoli

Umore: SOLISTA
 
Concepito come ideale seguito del cofanetto Dark Horse Years 1976-1992 pubblicato nel 2004, The Apple Years 1968-75 include le versioni splendidamente rimasterizzate e in edizione “digipak” dei 6 dischi di George Harrison (1943-2001) su etichetta Apple. Si parte da Wonderwall Music (‘68), primo album solista in assoluto di un ex Beatles, per continuare con l'ancor più sperimentale Electronic Sound sull'etichetta "avantgarde" Zapple (‘69), l'acclamato triplo Lp All Things Must Pass (‘70), Living In The Material World (‘73), Dark Horse (‘74) e Extra Texture (Read All About It) uscito nel ’75 nonché ultima incisione Apple. Non c’è invece il concerto “all-stars” per il Bangla Desh in quanto già ripubblicato in versione “deluxe” nel 2005. Tutti i Cd sono disponibili anche singolarmente, ma il Dvd con materiale in più rimarrà esclusivo per questo box. In ogni caso, questi dischi offrono un panorama esaustivo sugli anni più prolifici di Harrison. Nel ’68, i Beatles creano la loro etichetta discografica (Apple Records) con l’intento di raggiungere alti obiettivi culturali, immaginando una sorta di utopia musicale sia per la band sia per nuovi talenti artistici. In questo periodo il chitarrista di Liverpool ha modo di imporsi sia come solista, sia in qualità di produttore (Badfinger, Jackie Lomax, Radha Krishna Temple, Doris Troy, Billy Preston e altri ancora) dimostrandosi forse il più prolifico dei Fab Four. Particolare attenzione la meritano i primi 2 dischi che, probabilmente, sono i meno conosciuti ai più. Wonderwall Music, “soundtrack” dell’omonimo film diretto da Joe Massot, interpretato da Jane Birkin e uscito in Italia come Onyricon, è una fusione di musica indiana, pianoforte, “loops” sonori e rock: vedi il brano Ski-ing, con Eric Clapton alla chitarra e Ringo Starr alla batteria. Alla versione del cofanetto sono state aggiunte In The First Place dei The Remo Four (prodotta da George e riportata alla luce nel ‘98 per la versione restaurata del film) e le strumentali Almost Shankara e The Inner Light. Quest'ultima, conosciuta come “B-side” di Lady Madonna, singolo dei Beatles, in questa versione alternativa è stata incisa a Mumbai con musicisti indiani. Electronic Sound, album decisamente sperimentale con 2 lunghi brani (1 per ogni lato del long playing originale) eseguito con il Moog, ha invece poco a che spartire con gli altri lavori di Harrison con e senza Beatles, anche se il sintetizzatore è stato poi utilizzato in 4 brani di Abbey Road (’69). Non è un disco facile, ma questa fase esplorativa del suono cattura l'essenza di un'epoca dove tutto era possibile.

All Things Must Pass e Living In The Material World, erano già usciti nel 2001 e nel 2006 in forma “arricchita”. Le versioni, qui, mantengono le rispettive “bonus tracks”: magnificamente rimasterizzate per esaltarne le sonorità. In Living In The Material World, oltre ai 2 singoli Miss O'Dell e Deep Blue già inclusi nella ristampa in Cd del 2006, è stata aggiunta la versione singolo di Bangla Desh fedelmente remixata da Paul Hicks. Dopo ben 2 decenni, Dark Horse e Extra Texture (Read All About It) si propongono infine in versione rimasterizzata. 2 le aggiunte che rimpolpano la ristampa di Dark Horse: una “demo” acustica dell’omonimo pezzo e I Don’t Care Anymore, mai pubblicata finora su Cd. Dark Horse è anche il nome dell’etichetta discografica fondata da Harrison nel ‘74, ma per la quale era impossibilitato a registrare alcunchè fino alla scadenza del contratto (come Beatles) con la EMI. Per questa ragione, su Extra Texture (Read All About It) il marchio Apple appare come una mela morsicata! Questa nuova versione include il “remake” di This Guitar (con contributi sovraincisi di Ringo Starr e Dhani Harrison) utilizzato per promuovere nel 2006 Platinum, il progetto di Dave Stewart. The Apple Years 1968-75 contiene inoltre un libro con notizie e foto esclusive del periodo Apple, nonché un Dvd di circa 35 minuti con materiale video inedito e un filmato di 7 minuti diretto dalla moglie Olivia. George Harrison nelle sue molte contraddizioni, dunque. Ma che conferma quanto sia da amare la musica che ci ha lasciato.  
 
 

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