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Soul Mining
Matt Johnson
Soul Mining Recollected
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The The - Soul Mining 30th Anniversary Deluxe Edition Boxset (Sony Music)

di Stefano Bianchi

Umore: ANNI ’80 (MA NON LI DIMOSTRA)
 
Fra i pochi gruppi degli Eighties che non hanno minimamente avvertito l’usura del tempo ci sono i britannici The The, alfieri del synthpop capitanati dal cantante e polistrumentista Matt Johnson. Soul Mining, l’ellepì di debutto originariamente pubblicato il 21 ottobre 1983, è fra gli indiscussi capolavori della new wave: tant’è che si merita questo box disponibile solo in vinile con l’album storico e un disco di contenuti extra, versioni e remix alternativi rimasterizzati agli Abbey Road Studios di Londra, nonché un poster di annotazioni scritte da Matt Johnson che ne descrivono per filo e per segno la genesi. Ha 20 anni, Matt, quando nella primavera dell’82 inizia le registrazioni a New York per poi proseguirle in ambito londinese. Ipotizza Soul Mining come qualcosa di “cinematografico”: un’opera che abbia soprattutto il coraggio di prendere le distanze dal solito schema 2 chitarre/basso/batteria. Ecco, allora, che la scelta cade su musicisti atipici e ricchi di talento quali JG Thirwell (aka Foetus, Manorexia e Steroid Maximus), il batterista Zeke Manyika degli Orange Juice, il pioniere dell’elettronica Thomas Leer e il pianista Jools Holland.
 
Il risultato (7 brani) è eclatante: furore percussivo e post-punkeggiante per I’ve Been Waitin’ For Tomorrow (All Of My Life); una ballata d’ampio respiro come This Is The Day; il technopop funkeggiante di The Sinking Feeling; l’orecchiabilità cerebrale e contagiosa di Uncertain Smile; world music sintetizzata per The Twilight Hour; “ralenty” atmosferico sottoforma di Soul Mining; funk glaciale per Giant. C’è poi (nel secondo ellepì, in duplice versione) quella stupefacente Perfect con David Johansen (New York Dolls) all’armonica a bocca, in bilico fra Cure e blues, che Matt Johnson aveva escluso dalla “track listing” ma trovò senza il suo consenso nella versione americana del disco. Annotazione finale: la sua fidanzata dell’epoca, Fiona Skinner, disegnò il “logo” The The destinato a replicarsi nel tempo mentre suo fratello Andrew, con lo pseudonimo di Andy Dog, dipinse il ritratto di una delle mogli del musicista nigeriano Fela Kuti che campeggia sulla copertina.
 
 
 

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