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CoolRewind - I migliori dischi della storia del Rock: Grace Jones - Nightclubbing (1981, Island)

di Stefano Bianchi

Umore: REGGAE-ORIENTED
 
Grace Jones, griffata Armani, “indossa” a sorpresa una sfacciata mascolinità. Taglio di capelli “flattop”, sigaretta fra le labbra, sguardo di sfida, nel 1981 si fa ritrarre da Jean-Paul Goude e finisce sulla copertina di Nighclubbing, il suo 5° ellepì. Da diva della discomusic, la “singer-songwriter” giamaicana si tramuta in stratega della new wave. La prima, parziale metamorfosi l’aveva somatizzata l’anno precedente con quel Warm Leatherette che la poneva faccia a faccia con Pretenders (Private Life), Roxy Music (Love Is The Drug), Tom Petty (Breakdown) e Smokey Robinson (The Hunter Gets Captured By The Game). Il definitivo “camouflage” va di nuovo in scena ai Compass Point Studios di Nassau, nelle Bahamas, prodotto da Alex Sadkin, supervisionato da Chris Blackwell (fondatore dell’Island Records) e suonato da musicisti del calibro di Sly Dunbar (batteria), Robbie Shakespeare (basso), Wally Badarou (tastiere), Mikey Chung (chitarra) e Uziah Thompson (percussioni).
 
Nightclubbing viene pubblicato l’11 maggio ’81 e subito si sintonizza sul suono etno/elettronico all’epoca plasmato da Talking Heads, King Crimson, Peter Gabriel, Japan e David Bowie. A proposito, la “title track” composta dal Thin White Duke e da Iggy Pop viene trasformata da Grace Jones in un gioiello di reggae gommoso e cavernoso. Ma è quasi tutto il disco a essere “reggae-oriented” (con licenza electro e dub) nelle rivisitazioni di Walking In The Rain (Flash and the Pan), Use Me (Bill Withers) e I’ve Seen That Face Before (Libertango) di Astor Piazzolla, nonché in Demolition Man (appositamente scritta per lei da Sting) e Art Groupie (a firma Grace Jones & Barry Reynolds). In Feel Up, invece, l’aria che tira è “afro” e “talkingheadsiana”; Pull Up To The Bumper è puro funk metropolitano; I’ve Done It Again di Marianne Faithfull è una magistrale melodia pop (a un soffio da Burt Bacharach) che la diva Grace interpreta col velluto nelle corde vocali. 33 anni dopo, Nightclubbing viene rilanciato nella Deluxe Edition con un secondo Cd che ripropone i pezzi in più versioni (intrigante Peanut Butter, strumentale di Pull Up To The Bumper) ma che soprattutto svela 2 inediti provenienti dalle stesse “sessions”: If You Wanna Be My Lover, brano d’autore ignoto da giostrare in chiave rhythm & blues; e Me! I Disconnect From You di Gary Numan, che da gelido technopop si trasforma in bollente reggae.
 
 

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