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Paolo Fresu
Paolo Fresu Quintet
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Paolo Fresu Quintet - ¡30! (Tǔk Music)

di Peppo Delconte

Umore: MIRACOLOSO

È un record incredibile. Pare non esista un caso simile in tutta la storia del jazz. Nessun quintetto è arrivato a compiere 30 anni di vita in comune con la stessa formazione originale. E non si può certo dire che questo miracolo sia dovuto alla scarsa fantasia: perché tutti e 5 i protagonisti hanno continuato a innovare la loro ricerca, sia all'interno sia all'esterno di questo straordinario “combo”. Il leader Paolo Fresu e il pianista Roberto Cipelli avevano dato il via al progetto nel lontano 1984 (quando erano ancora dei 20enni di belle speranze) e avevano subito trovato nel sassofonista Tino Tracanna, nel bassista Attilio Zanchi e nel batterista Ettore Fioravanti i compagni ideali. Il resto è venuto passo dopo passo, conquistando lentamente un pubblico sempre più vasto e portando avanti anche altre produzioni discografiche, in grado di potenziare le loro diverse personalità. Non è casuale, infatti, che I 5 musicisti abbiano vissuto negli anni altre fondamentali esperienze e abbiano firmato in quest'album almeno un paio di pezzi a testa.

Questa “festa del trentennale” è comunque lontana da qualsiasi trionfalismo: ¡30! è un disco soffice e meditativo, che concede poco spazio ad esibizioni virtuosistiche ma è ricco di effetti sonori imprevedibili, di atmosfere quasi cantabili, di pause e silenzi che suggeriscono un ascolto e una partecipazione attenta alle minime sfumature. Nel cuore di questa musica c'è una carica emotiva intensamente vissuta e trasmessa, grazie anche a un'intesa cresciuta negli anni. Basta ascoltare, dietro a ogni assolo, quello che combinano i 4 compagni: non si limitano ad accompagnare, ma costruiscono un tessuto sonoro che garantisce un “interplay” complesso e suggestivo. Difficile scegliere le pagine migliori in un prodotto che sa offrirsi nella compattezza del suo insieme. Vale tuttavia la pena di segnalare la sorpresa dell'unico brano non originale, When I Am Laid In Heart, antica ballata del grande compositore inglese Henry Purcell, che esalta il lirismo di Fresu. Per il trombettista sardo ancora una tappa stellare in una carriera che l’ha ormai consacrato come uno dei più rappresentativi musicisti europei. Se si considera, oltre alle prove trentennali del Quintetto e all'attività didattica, le produzioni dei Quartetti (Angel e Devil), le collaborazioni con colleghi più o meno illustri (da Uri Caine a Michael Nyman; da Antonello Salis a John Zorn; da Evan Parker a Richard Galliano), l'organizzazione del Time in Jazz Festival a Berchidda (suo paese natale) e i numerosi premi internazionali ricevuti, gli si deve riconoscere le qualità di una mente creativa davvero instancabile.

www.tukmusic.paolofresu.it

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Foto: © Roberto Chiovitti
 

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