Coolmag - music

Swings Both Ways
Robbie Williams crooner
Swing When You're Winning
home - music




Robbie Williams - Swings Both Ways (Universal)

di Stefano Bianchi

Umore: SWINGANTE
 
Quel che ho sempre apprezzato, di Robbie Williams, è la voce coi controfiocchi: messa in mostra sin dai tempi della “boy band” più importante del pop britannico. Tant’è che sia su disco sia sul palco, il “vocalist” di Stoke-on-Trent era di gran lunga il più istrionico e il più bravo dei Take That. Bravissimo, poi, da solista, quando nel 2001 mi ha preso in contropiede dando un calcio al suo trascurabile pop e “jazzando” con Swing When You’re Winning in un carosello di classici: da Somethin’ Stupid (in coppia con Nicole Kidman) a Mr. Bojangles. 27 anni, aveva Robbie, eppure li indossava con una maturità da consumato “crooner”. Roba da non crederci. E ora che sta per compierne 40 ha pubblicato Swings Both Ways, che è sostanzialmente diverso da Swing When You’re Winning: non ci sono solo “covers” ma anche canzoni scritte da lui e da Guy Chambers. Disco che non ci si stanca mai di riascoltare, raccoglie 7 inediti e 6 rivisitazioni.
 
Devo ammettere che le novità, Robbie le ha davvero azzeccate tutte. C’è la felpata, saltellante e hollywoodiana “title track” in funambolico duetto con Rufus Wainwright. Poi ci sono Shine My Shoes, swingante e pimpante bazzicando il rhythm & blues; la spensierata Go Gentle, che è pop music in smoking con un pizzico di Burt Bacharach; l’orchestrale, fascinosa Swing Supreme; la ritmatissima Soda Pop, a un soffio dal boogie-woogie, con la partecipazione straordinaria di Michael Bublé; l’iper romantica e melodica Snowblind; la sinfonica No One Likes A Fat Pop Star, con quel non so che di cabarettistico che non guasta. I “sempreverdi”, pure loro, sono una delizia: la “disneyana” I Wan’na Be Like You (con Olly Murs), classe 1967, tratta da Il Libro della Giungla e all’epoca intonata da Louis Prima, Phil Harris e Bruce Rheiterman; Dream A Little Dream (in compagnia di Lily Allen), nata nel 1931 e super gettonata nel 1968 per merito dei The Mamas & the Papas; Puttin’ On The Ritz di Irving Berlin, anno di grazia 1927, interpretata per la prima volta da Fred Astaire; Little Green Apples (giostrata con Kelly Clarkson), 1968, che ha in curriculum 2 miti della voce: Frank Sinatra e Dionne Warwick; Minnie The Moocher, 1931, già nelle ruvide corde vocali di Cab Calloway; If I Only Had A Brain, 1939, canzone fra le più belle della commedia musicale Il Mago di Oz. «Con questo swing, classico e contemporaneo, il mio augurio è di portare un po’ di romanticismo nel mondo», ha dichiarato il talentuoso Robbie. E pensare che una volta era così irascibile…
 
 
 

stampa

coolmag