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Paul McCartney - New (Concord/Universal)

di Gabriele Paoli

Umore: FRUTTUOSO

A 71 anni suonati, Paul McCartney non ha cambiato il suo stile. Nonostante abbia intitolato New il suo 16° album in studio (“Con una tazza di tè in una mano e una chitarra nell'altra mi sono addentrato nel buco nero della musica, e poche ore più tardi ho salutato l'arrivo di una nuova canzone“, ha scritto nelle note introduttive), è la stessa rockstar affabile che era nell’ottobre del 1962 quando pubblicò Love Me Do, il primo singolo dei Beatles. Quel particolare accento inglese è il suo marchio di fabbrica, così come il sorriso fanciullesco che affascina ancora oggi i fans di tutto il mondo. Nelle canzoni di questo disco c'è tutto il talento pop dell'ex Fab Four. New racchiude quasi tutto il McCartney possibile, anche se a differenza di tanti altri veterani del rock che ci intrattengono con nuove produzioni il più delle volte ripetitive, Paul lo fa sotto quell’egida che bene assorbe le influenze di oggi.

Il brano d‘apertura, Save Us, gira ad esempio su un ritmo frenetico (ritorno al passato degli Strokes, o di una mezza dozzina di garage rock bands dell’ultimo decennio), con un leggero tocco “personale” alla Wings. Appreciate, invece, alterna l’elettronica “à la” Damon Albarn dei Gorillaz, anche se l’assolo di slide guitar si adatta perfettamente alla sua “ossessione” per il rock sudista. In 12 brani (che diventano 14 + una traccia fantasma nella versione “deluxe”), McCartney dimostra di essere un Paul migliore di Memory Almost Full (2007), più romantico di Chaos And Creation In The Backyard (2005), con più inventiva rispetto a Driving Rain (2001), più nostalgico di Flaming Pie (’97). Tutte le date dei suoi tours e le apparizioni ai vari festivals dove ha rivisitato brani da Abbey Road, Revolver e Past Masters, hanno prodotto in New i loro frutti: un giro di tempestoso rock blues (I Can Bet), un’elegante ballata come On My Way To Work, furibondo post-folk (Everybody Out There) e naturalmente l'intramontabile pop “radiofonico” del passato (New). Nessuno dei 4 produttori che hanno lavorato su queste canzoni era in giro (o nato) quando Paul stava facendo musica coi Beatles. Penso sia il segreto di quest’album. Senza la conoscenza o il ricordo della carriera musicale di McCartney, Paul Epworth, Mark Ronson, Ethan Johns e Giles Martin (figlio del produttore “beatlesiano” George Martin) non hanno cercato di riplasmare la leggenda ma operato “ex novo” su ogni pezzo seguendo la “percezione” che hanno di Paul. Risultato? Il miglior disco di Macca degli ultimi 30 anni.

www.universalmusic.it

www.paulmccartney.com

www.thebeatles.com

Foto: © 2013 Mary McCartney
 

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