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Mick Jagger by Philip Norman
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Mick Jagger

di Stefano Boschetto

Nel biennio più autocelebrativo nella storia di una Rock & Roll Band, non poteva certo mancare la biografia “ufficiale” di Sir Mick Jagger, 70enne voce e mente dei Rolling Stones (è nato a Dartford, nel Kent, il 26 luglio 1943) che con le sue mossette e i suoi labbroni ha fatto sognare intere generazioni a partire dal fatidico 12 luglio '62 al Marquee di Londra. L’autore è Philip Norman, noto biografo e giornalista inglese nato (guarda caso) nell’Isola di Wight e dai Sixties attivamente dedito alla musica: prima come corrispondente del Sunday Times, poi come autore di biografie leggendarie: Buddy Holly, Elton John, John Lennon, ovviamente Beatles (Shout: The True Story, ‘81) e Rolling Stones (The Acclaimed Biography, 2002). Mick Jagger è un copioso “tomo” che fa il paio con la precedente biografia del “gemello” Keith Richards (A Life) pubblicata nel 2011; e rappresenta un “must” obbligatorio per ogni rockettaro. Non è l’ennesimo libro sugli Stones, che finiscono sullo sfondo pur non mancando i consueti aneddoti che riguardano episodi e periodi “chiave” della loro storia (la maledizione di Altamont, le innumerevoli storie di sesso con noti personaggi del “jet set” internazionale, l’esilio dorato a Villa Nellcote, in Costa Azzurra), bensì un esaustivo racconto sul rampollo della “middle class” britannica sopravvissuta alla tragedia della guerra, divenuto musicista e star planetaria.

Suddiviso in 2 parti (Il blues è in lui e La tirannia del Cool), ci fa rivivere con maestria letteraria la maturazione di un personaggio che ha saputo ben prima degli altri creare la vera professione di “rockstar”. Un autentico “businessman” del rock, egocentrico e perennemente sintonizzato sul futuro (celebri i suoi “non ricordo” in svariate interviste pubbliche). Lo studente iscritto alla prestigiosa London School of Economics abbandonata per The Best Of Muddy Waters (quante volte si è scritto e detto che un disco ti cambia la vita…) che viene sorprendentemente dipinto da Norman come serio, preciso, lucido e scrupoloso. A tal punto che senza il suo carisma i Rolling Stones avrebbero cessato d’esistere già nel ’68: dopo alcol, droghe, scandali sessuali e la prematura, tragica scomparsa di Brian Jones. La contrapposizione netta ed evidente di Mick con Keith (di cui rimane per altro gelosissimo e fraterno amico: famose le scenate con il musicista country Gram Parsons durante la gestazione dell’album Exile On The Main Street), aleggia in ogni pagina della biografia. Ed è proprio “l’altra” anima degli Stones a descrivere alla perfezione il talvolta osteggiato “baronetto”: «A Mick piace sapere cosa farà domani. A me, per essere felice, basta svegliarmi e vedere chi c’è in giro. Nel Rock & Roll Mick è il Rock, io il Roll».

Philip Norman, Mick Jagger, Mondadori, Collana Scie, 636 pagine, € 24

www.librimondadori.it

www.mickjagger.com








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