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Amy Winehouse: A Family Portrait

di Stefano Bianchi

Omaggio a 2 anni dalla sua morte. Alla sua voce piena di chiodi e di miele. Al suo talento che avrebbe raggiunto la perfezione assoluta, se lei non avesse deciso di buttarsi via. Omaggio a Amy Winehouse con A Family Portrait, in cartellone al Jewish Museum di Londra. Suo fratello Alex e la cognata Riva hanno messo in scena il ricordo più affettuoso e commovente della “singer/songwriter” di Frank (2003) e Back To Black (2006) puntando su inedite fotografie che ne svelano il forte “background” ebraico e gli stretti legami con la famiglia. Ecco le “memorabilia” di quand’era piccola (come un libro dedicato a Snoopy, il suo fumetto preferito), la collezione di ellepì, i “passes” per i concerti e i festivals, la prima chitarra condivisa col fratello, i Grammy Awards, l’abito della stilista Luella Bartley indossato nel 2008 a Glastonbury, quello sfoggiato nel video di Tears Dry On Their Own e quello in cotone percalle da lei creato per Fred Perry

La prima sezione della mostra, intitolata Judaism, Family and Home, esplora le radici ebraiche di Amy e l’importanza della famiglia e della casa. I suoi bis bisnonni, nel 1890, approdano dalla Bielorussia in Inghilterra stabilendosi nell’East End londinese, mentre il bisnonno Benjamin Winehouse e sua moglie Fancy gestiscono un negozio di barbiere in Commercial Street. Ma è la nonna Cynthia la sua favorita: donna “glamour”, indipendente, stilosa, amante del jazz, negli Anni ’40 aveva frequentato il sassofonista Ronnie Scott. Amy and London, si concentra invece sull’identità londinese della cantante che traspariva dal suo stile, dagli atteggiamenti, dai riferimenti culturali. Cresciuta nel quartiere di Southgate, Amy era un’assidua frequentatrice dell’East End dove aveva vissuto parte del nucleo storico della famiglia, mentre Camden Town diviene la sua residenza nel momento in cui spicca discograficamente il volo. Music indaga, pentagramma alla mano, i suoi gusti eclettici, la passione per il jazz trasmessagli dal padre, la scoperta di Ray Charles complice il fratello Alex. Influenze più che evidenti nei suoi dischi, sublimi messaggeri di jazz, hip-hop e soul, con la preziosa parentesi dell’album Back To Black devoto ai “girl groups” degli Anni ’60. Style Icon, infine, riscopre l’irresistibile “appeal” della sua acconciatura a nido d’ape, del suo inconfondibile “eyeliner” a virgola e dei suoi tatuaggi. Il miscuglio, insomma, che ha scandito l’unicità della sua immagine iconica declinando il rockabilly dei Fifties e il beat dei Sixties.

Amy Winehouse
A Family Portrait
Fino al 15 settembre, The Jewish Museum, Raymond Burton House, 129-131 Albert Street, Londra
tel. 0044-20-72847384


www.jewishmuseum.org.uk

www.amywinehouse.com

www.visitbritain.com

Foto: Amy at home, 2003, © Mark Okoh/Camera Press
Festival passes, various dates, © The Jewish Museum/The Winehouse family
A young Amy outside her Nan’s flat in Southgate, photographer unknown, © The Winehouse family
 

 

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